Il Tirreno

Grosseto

Livia, la badante: «Grazie per i vostri buongiorno»

di Alfredo Faetti
Livia, la badante: «Grazie per i vostri buongiorno»

Follonica, l’anziano di cui si prendeva cura è morto. E lei prima di trasferirsi scrive a tutti i condomini: «Mi avete trattata da subito senza alcun pregiudizio»

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FOLLONICA. C’è una storia che ormai da diverso tempo le frulla in testa. La storia di una donna, che dopo aver sofferto trova la forza e il coraggio di riscattarsi. «Vorrei scriverci un romanzo, sono anni che vorrei farlo, ma mi manca il tempo» spiega Livia Toma Elisabetta, cinquantenne, romena. Ed è solo il tempo a mancarle, perché penna e dolcezza nelle parole non le mancano.

Lo sanno bene le decine di famiglie che popolano un condominio di Follonica, dove alcuni giorni fa Livia ha appeso una lettera nell’atrio. «Vi ringrazio per tutti i buongiorno o i salve che mi avete dato con tanta cortesia, senza pregiudizi – si legge sul foglio – Auguro a tutto voi, dal più piccolo fino al più grande (come età) tanta salute e di non aver mai bisogno di una badante».

Lei sono ormai otto anni che fa questa professione, in giro per la Maremma. Gli ultimi tre li ha passati proprio sul golfo, in via Pio La Torre numero 3, dove accudiva il signor Brunello, venuto a mancare pochi giorni fa sulla soglia degli 86 anni. Con lui, il compito di Livia a Follonica è terminato così ora si sta preparando per trasferirsi a Tatti, dove ha già trovato un altro ingaggio.

Prima di andarsene, però, ha voluto congedarsi con una lunga lettera ai condomini, ringraziandoli per ogni parola cortese, per ogni sguardo benevolo, per ogni tipo di aiuto che gli hanno offerto. Così, senza pregiudizi. «Le assicuro che non è semplice trovare campo libero dai pregiudizi – spiega Livia – Per questo li ho voluti ringraziare».

La lettera che ha lasciato nell’atrio del palazzo è carica di sentimenti. «La vostra accoglienza è stata magnifica per me, una semplice badante». In realtà, Livia è anche qualcos’altro: un’insegnante di francese romeno, con una passione infinita per la scrittura, che la porta nei ritagli di tempo a scrivere poesie, aforismi o piccoli paragrafi di prosa.

«Sa qual era il mio vero sogno non appena arrivata nel vostro Paese? – confida – Tradurre le favole romene, che sono bellissime, in italiano». Il taglio degli occhi nasconde quasi del tutto il suo sguardo, ma mentre racconta la sua vita non riesce a nascondere l’emozione. «Sì, mi piace molto scrivere». La domanda spontanea è come sia finita qua, al settimo piano di una periferia maremmana, e la sua risposta è un capolavoro di sintesi: «La vita».

Anni fa la nostra professoressa ha affrontato un divorzio difficile e doloroso, ritrovandosi poi con un figlio a cui badare: lo stipendio da docente non bastava più per permettergli quella vita che lei ha voluto darle, così nel 2007 arriva in Maremma, a Tatti per la precisione, e tra i boschi massetani lascia i suoi libri per mettersi a disposizione di chi ha bisogno. La sua abilità con le lingue straniere l’aiuterà ad assimilare l’italiano, ma contemporaneamente fa la spiacevole presentazione con il pregiudizio. Quello che però non ha trovato a Follonica, in via Pio La Torre numero 3.

«Auguri a tutti voi un cammino sereno, nella vita, guidati da stelle, sorrisi, raggi di sole e da tanto amore – scrive nella sua lettera di congedo – quello che non chiede ricompensa». Poi si scusa, prima di avanzare dei consigli da lasciare ai condomini. Uno va «a tutti i nonni e i genitori per avere, malgrado tutti i problemi, la pazienza di ascoltare i figli e i nipoti: la nuova generazione ha bisogno di essere sentita e guidata con delicatezza e saggezza»; lo stesso vale per i giovani, a cui consiglia «di aprire bene le orecchie e di accogliere tutte le parole e gli insegnamenti perché dentro di loro si nasconde quell’importante “ti voglio bene”».

Parole stupende, di cui ora ogni condomino tiene una copia. «Auguro a tutti voi di poter parlare una sola lingua: quella del cuore».

IL TESTO DELLA LETTERA DI LIVIA

RINGRAZIAMENTO. Ho avuto la fortuna di conoscere una piccola comunità, che si chiama condominio in via La Torre 3. Vi ringrazio per tutti i “Buon giorno” o “Salve” che mi avete dato con tanta cortesia, senza pregiudizi. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aperto la porta delle loro case e specialmente coloro che mi hanno aperto le loro anime e mi hanno accolto con dolcezza e gentilezza. Auguro a tutti voi, dal più piccolo fino al più grande (come età) tanta salute e di non avere mai bisogno di una badante. Auguro a tutti voi un cammino sereno, nella vita, guidati da stelle brillanti piene di saggezza e comprensione quando il buio vi circonda, da sorrisi quando tutto diventa faticoso, da raggi di sole che ti riscaldano quando il mondo sembra freddo e da tanto, tanto AMORE. Quello, che non chiede alcuna ricompensa. Questo è il punto di partenza in ogni percorso della vita. Con le scuse, mi permetto di consigliare a tutti i nonni e genitori di avere ancora, malgrado tutti i problemi, la pazienza di ascoltare i figli e nipoti. La nuova generazione ha bisogno di essere sentita, e poi guidata con delicatezza e la saggezza che viene da un’esperienza di vita. Così, consiglio a tutti i figli e nipoti di aprire bene le orecchie e di accogliere tutte le parole e gli insegnamenti dei vostri genitori e nonni, perché dentro di loro si nasconde quell’importante “ti voglio bene”. Solo così, potete vivere con l’entusiasmo una vita piena di gioia oltre le insicurezze e le paure. Ricordate che loro sono qui solo per una stagione, e hanno fatto e fanno sacrifici per il vostro benessere. Una comunicazione aperta, un abbraccio pieno di amore, un bacio sulle mani che hanno lavorato o lavorano per costruire e mantenere una famiglia, un grande sorriso in un momento difficile, è la migliore terapia per tutti i problemi. Auguro a tutti voi di poter parlare una sola lingua: quella del CUORE.

Con rispetto
Livia Zoma Elisab

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