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La Lav: «Le Bandite sono il supermercato dello sparo»
SCARLINO. Se da una parte è stata chiarita la situazione dopo la denuncia dell’associazione Libera Caccia, dall’altra sono state attirate le ire della Lav, lega antivivisezione. Hanno avuto quest’eff...
SCARLINO. Se da una parte è stata chiarita la situazione dopo la denuncia dell’associazione Libera Caccia, dall’altra sono state attirate le ire della Lav, lega antivivisezione.
Hanno avuto quest’effetto le parole dell’assessore con delega alle Bandite di Scarlino Luca Niccolini, che è tornato a ribadire come il centro di produzione di selvaggina sia «un’eccellenza» non solo per la zona scarlinese ma anche per tutta la provincia grossetana.
E nel dare sostanza alle sue spiegazioni, l’assessore all’Ambiente del Comune di Scarlino ha snocciolato qualche numero, dicendo che per questo 2015 il centro ha portato sul mercato venatorio circa ventimila esemplari, tra pernici e fagiani.
Unghie sulla lavagna per gli animalisti, che subito hanno mandato forte e chiaro il loro pensiero all’amministrazione di Scarlino.
«Il supermercato dello sparo» lo chiamano dalla Lav. «Sono ventimila tra fagiani e pernici gli animali allevati ogni anno dal Centro Produzione Selvaggina di Scarlino per venderli poi agli Ambiti Territoriali di Caccia (Atc) e agli agriturismi venatori – si legge in una nota - Animali fatti nascere per il solo scopo di buttarli sotto il fuoco dei cacciatori. Che cosa ha a che fare la caccia con la natura e la sua tutela? Chiaramente nulla. È solo un triste supermercato della morte per il divertimento di qualcuno».
Niccolini, invece, ha sottolineato l’importanza che il centro ricopre in ambito venatorio, dato che sempre più clienti, tra Atc e privati, fanno richiesta per ottenere gli uccelli per le proprie riserve. E forte di questa richiesta, l’intenzione del centro scarlinese è quello di aumentare la produzione, soprattutto di pernici, che hanno una corredo genealogico certificato.
In compenso, gli animalisti della Lav (e non solo) salutano con gioia un dato legato alle ultime stagioni di caccia, confermato anche dal presidente Emilio Bonifazi.
«Intanto però oggi anche il presidente della Provincia di Grosseto lo ammette sulla stampa: i cacciatori sono sempre in calo – dicono dalla Lav - Tanto più la politica deve ascoltare le ragioni di quanti sostengono i diritti degli animali e la salvaguardia vera dell’ambiente». (a.f.)
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