Il Tirreno

Grosseto

«Atti sessuali con la figlia» Allontanato dall’abitazione

di Pierluigi Sposato
«Atti sessuali con la figlia» Allontanato dall’abitazione

L’uomo era stato assolto pochi mesi fa dall’accusa di averla baciata sulla bocca Adesso questo nuovo episodio: il gip ha emesso una misura cautelare

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GROSSETO. Pochi mesi fa era stato assolto (il fatto non sussiste) dall'accusa di aver baciato la figlia, che aveva poco più di tre anni, sulla bocca con la lingua. Adesso è tornato sotto inchiesta, per un fatto similare: lo ha denunciato di nuovo la moglie, che l'aveva a suo tempo perdonato, perché lo avrebbe visto - lei presente - in atteggiamento inequivocabile nel letto matrimoniale in compagnia della bambina. Per lui, cinquantenne, operaio, il gip Marco Bilisari ha emesso su richiesta della Procura un divieto di avvicinamento alla casa coniugale e ai luoghi frequentati dalla bambina, che non ha ancora dieci anni. E nei prossimi giorni il giudice nominerà un esperto per stabilire l'attendibilità della piccola.

Lo aveva già fatto, il dottor Romano Fabbrizzi, nel corso del primo procedimento. E aveva espresso parere negativo, visto che «i ricordi sono poco contestualizzati e le rievocazioni appaiono confuse e scarsamente articolate» e che aveva riscontrato «l'elevata tendenza fabulatoria della bambina», tale da non poter consentire di utilizzare i contenuti dei suoi racconti. Neanche le pediatre, neanche le maestre avevano rilevato situazioni di disagio. La madre si era preoccupata quando, così aveva raccontato nella denuncia, la bambina l'aveva baciata sulla bocca dopo averle stretto la testa fra le mani. «Così si bacia perché io lo so: l'ho fatto tante volte con babbo». C'erano stati altri particolari, altri riscontri, che avevano indotto la donna a rivolgersi ai carabinieri. Secondo quanto riferito dalla donna successivamente, il marito avrebbe anche confessato quel comportamento, chiedendo perdono. Ma nessuno, nota il giudice dell'udienza preliminare Valeria Montesarchio nelle motivazioni adesso depositate, aveva assistito a quegli episodi. Ci sono delle contraddizioni e delle marce indietro della donna, che aveva anche chiesto come fare a ritirare la denuncia, dopo il presunto pentimento. Non ci sono confessioni dirette dell'imputato. Non c'è un adeguato riscontro. E se non c'è un'ipotesi di calunnia nei confronti della donna, aveva sottolineato il giudice, è solo a causa dello stato psicologico della madre, in preda al dubbio. E dunque ecco l'assoluzione, come chiesto dal difensore Alessandro Maria Lecci. Il pm Maria Navarro aveva sollecitato una condanna a 10 mesi.

Adesso questo nuovo episodio, con la bambina che sarebbe stata molestata dal padre mentre era stesa nel lettone tra i due genitori. Fatti che sarebbero accaduti nel mese di settembre e che pochi giorni fa sono sfociati nell'emissione della misura cautelare. L'uomo non può stare vicino alla bambina, in nessuna circostanza.

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