Il presidio
Assemblea pubblica per riprendersi il Parco del Poggio
La proposta arriva da Sel dopo l’incontro con il sindaco Giuntini: «Elimineremo i pini secchi, ma mancano i soldi»
MASSA MARITTIMA. La speranza era quella di ottenere impegni concreti, come il recupero dell’area e l’abbattimento dei pini vecchi e pericolosi. Ma alla fine i rappresentati massetani di Sinistra Ecologia e Libertà se ne sono tornati indietro «sostanzialmente insoddisfatti», per usare le loro parole, dato che nel faccia a faccia con il sindaco Marcello Giuntini è venuto fuori che non si sono soldi per rimettere in sesto il parco di Poggio, il più antico della città.
Sono i rappresentati stessi, in una nota, a spiegare cosa è emerso da quell’incontro: «non ci sono disponibilità finanziarie – si legge nella nota – le priorità su cui intervenire, per vari anni, sono altre». Tanto avrebbe detto Giuntini al coordinatore Giorgio Galeotti e agli altri membri di Sel, che ora propongono un incontro pubblico per coinvolgere la popolazione e magari riuscire a trovare degli sponsor privati.
Un tempo, diversi anni fa, quel parco, ricoperto dai lecci, era uno dei massimi punti d’aggregazione massetani: ci andavano i bambini dopo scuole, ci passeggiavano gli adulti nei pomeriggi di sole. Ora però non è più così: ci sono «piante morenti, completamente secche, a rischio caduta», soprattutto «molti pini decisamente estranei alla lecceta originale» spiegano da Sel.
I pini, infatti, furono inseriti in un secondo momento e alla lunga hanno causato dei problemi ai lecci, visto che sono più alti e quindi coprono la luce. Nel mezzo, poi, c’è il degrado che si è impossessato dell’area.
I militanti Sel da tempo hanno preso a cuore la questione, facendola anche inserire nel programma elettorale di Giuntini, dato che originariamente erano in seno alla sua coalizione per poi uscirne dopo appena un anno. Questo però non ha impedito ai vendoliani di portare avanti la loro battaglia e dopo aver esposto tutti i problemi del parco in un manifesto affisso in piazza Garibaldi, davanti al Comune, a fine settembre hanno ottenuto un incontro con il sindaco per discutere della questione e si sono portati dietro diversi argomenti: la richiesta di far visitare il parco da esperti, la proposta di recuperare l’arredo urbano di una zona di pregio e la puntualizzazione dello stato di salute delle piante, visti anche i fatti di agosto, quando un grosso leccio si è schiantato improvvisamente a terra. Le risposte, però, non sono state quelle che si aspettavano. Certo, da una parte plaudono «la pulizia della zona e l’aver messo bene in vista, tagliando la vegetazione, il monumento ai minatori di Niccioleta», ma dall’altra hanno poco da sentirsi soddisfatti. Prima di tutto, Giuntini ha detto, stando al racconto di Sel, che non ci sono soldi per recuperare d’urgenza il parco e che le priorità dell’amministrazione sono altre; secondo, «si è reso disponibile per l’eliminazione dei pini secchi e pericolosi: staremo attenti a ciò che venga effettuato» avvertono Galeotti e gli altri membri.
Risposte insoddisfacenti, per Sel, che ora avanza una proposta: «un incontro con la popolazione e l’amministrazione per capire quali sono le “altre priorità per anni”, per ascoltare il parere dei cittadini e per individuare eventuali, possibili forme di finanziamento, come sponsor, volontariato tipo “adotta il parco” e iniziative simili». Un modo, anche questo, per veder rinascere uno spicchio di città che i massetani hanno davvero a cuore.
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