Il presidio
una sede da 2.500 metri cubi
Il progetto del Polo agroalimentari è stato redatto in economia. Da uno staff della Provincia composto dal direttore generale Emilio Ubaldino, dal dirigente dei lavori pubblici Renzo Ricciardi, dall’a...
Il progetto del Polo agroalimentari è stato redatto in economia. Da uno staff della Provincia composto dal direttore generale Emilio Ubaldino, dal dirigente dei lavori pubblici Renzo Ricciardi, dall’architetto Marco Scandroglio e da Roberto Segni, che ha curato i contenuti. Si tratta di costruire un edificio di 2.500 metri cubi, che riprenderà lo stile degli edifici dell’ex Enaoli, e che conterrà laboratori per le analisi chimiche e biochimiche dei prodotti, spazi per le attrezzature acquistate su indicazione delle università che parteciperanno al progetto, e anche camere e locali per accogliere i ricercatori. Per la gestione si è costituita un’associazione temporanea di scopo con capofila la Provincia, di cui fanno parte le tre università toscane, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il Cnr, le associazioni di categoria dell’agricoltura e l’istituto agrario Leopoldo II di Lorena. Per quando il centro sarà pronto le istituzioni auspicano l’arrivo di un partner privato che metta anche qualche soldo nelle attività del polo. La struttura servirà le imprese di ogni dimensione e i consorzi di filiera, dando risposte alla domanda di innovazione e facilitando l’accesso a servizi avanzati. E i benefici di avere un centro di ricerca del genere sul territorio sono intuibili anche dal punto di vista delle opportunità formative per i giovani. In programma c’è anche l’istituzione, a Rispescia, del nuovo Istituto tecnico superiore, a metà tra agrario e università (nella foto, giovani al lavoro in campagna, archivio). Su queste azioni si concentra l’attenzione e il lavoro di Bonifazi nei prossimi mesi, fino alla scadenza del mandato. (g.b.)
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