Il Tirreno

Grosseto

Un bilancio 2015 “instabile”

di Francesca Ferri
Un bilancio 2015 “instabile”

La Provincia di Grosseto approva i documenti contabili ma sfora il Patto

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GROSSETO. Con un po’ di fatica, qualche “pecca” inevitabile, ma senza aumento delle tasse e, soprattutto, confermando nel complesso i progetti avviati, la Provincia di Grosseto approva il bilancio di previsione 2015 da oltre 177 milioni di euro e tutto il pacchetto di documenti contabili inerenti: il bilancio pluriennale 2015-2017, la relazione previsionale e programmatica, gli adempimenti per la salvaguardia degli equilibri di bilancio.

Il ritardo con cui arriva l’approvazione (le previsioni di spesa per il 2015 vengono fatte dieci mesi dopo l’inizio dell’anno) non deve stupire. L’incertezza dovuta al riordino istituzionale e al trasferimento di funzioni e personale (a comuni e Regioni) si è sommata ai pesanti tagli ai soldi che lo Stato trasferisce alle Province. Per il 2015 palazzo Aldobrandeschi ne paga uno scotto corrispondente a 10 milioni e 752.113,11 euro (e si stima che nel 2016 saranno 18 milioni e nel 2017 25 milioni).

Troppi per avere un bilancio in equilibrio. Pagati i 10 milioni e più allo Stato, la Provincia si ritrovava con uno squilibrio di bilancio di oltre 7 milioni.

Alla fine si è dovuto ricorrere all’avanzo di amministrazione per far quadrare i conti, anche se non è stato possibile rispettare il Patto di stabilità. «Ma – spiega il presidente della Provincia, Emilio Bonifazi – il rispetto del Patto rimane un obiettivo importante che cercheremo comunque di perseguire nel corso della gestione. L’importante è il pareggio di bilancio».

L’enormità dei tagli ha anche costretto le Province a entrare nel dettaglio dei propri bilanci solo per l’anno 2015. «Le previsioni puntuali per le opere pubbliche e le spese per il 2016 e 2017 non sono possibili visti i pesanti tagli che, al momento, possiamo solo stimare», spiega Bonifazi.

Con queste premesse la Provincia ha approvato un bilancio di previsione da 177 milioni e 837.331,57 euro. Le principali entrate sono tributarie (30 milioni), extratributarie (7,3 milioni), da trasferimenti correnti (48,3 milioni) e in conto capitale (27 milioni). C’è poi l’avanzo di amministrazione (23,3 milioni). Cosa farne?

Il raggio d’azione della Provincia riguarda la viabilità (le strade provinciali contano 1.830 chilometri) e la scuola (una quarantina di plessi di scuole superiori), che richiedono manutenzione ordinaria e straordinaria. Poi c’è la pianificazione territoriale. L’ente ha poi spese obbligate, come quelle relative alla sicurezza sui luoghi di lavoro, le spese per il personale (circa 16,7 milioni di euro, uno in meno rispetto alla spesa del 2014). Ci sono poi progetti (ad esempio avviati su con fondi comunitari o cofinanziamenti) che non possono essere abbandonati a metà e contratti da rispettare.

Bastano177 milioni per fare tutto? Pur nelle ristrettezze, il bilancio di previsione non prevede un aumento delle tasse (Ipt, Cosap sui passi carrabili, Rc auto). Per risparmiare, la Provincia non accenderà nuovi mutui e cercherà di vendere alcuni immobili (prevede di incassarci quasi 12 milioni).

Quel che conta di fare Palazzo Aldobrandeschi è attivare diversi progetti con risorse comunitarie, soprattutto in materia di agricoltura, turismo e cultura, e con risorse regionali, per mantenere il centro per l’impiego e la formazione professionale. Confermato anche l’impegno per il trasporto e l’assistenza degli studenti disabili.

Nel dettaglio, nel bilancio dell’anno 2015 per gli istituti scolastici sono previsti investimenti per 244.282,28 euro; alla viabilità vanno 2 milioni e 879.833,99 euro; alla realizzazione del Polo per l’industria e la trasformazione agroalimentare all’ex Enaoli vanno 1 milione e 702.305 euro, ai quali poi si sommeranno circa 800.000 euro di fondi ministeriali (vedi articolo a destra).

Il bilancio di previsione ha avuto il parere favorevole all’unanimità dell’assemblea dei sindaci (ne erano presenti 15 su 28) ed è stato poi approvato lunedì 5 ottobre a maggioranza dal consiglio provinciale, formato da sedici consiglieri più il presidente, con il voto contrario dei consiglieri Ezio Puggelli ed Enzo Turbanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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