Il Tirreno

Grosseto

«Più acquacoltura» E Orbetello guarda al modello Norvegia

di Ivana Agostini
 «Più acquacoltura» E Orbetello guarda al modello Norvegia

Il sindaco: «Con un’avannotteria entriamo sul mercato italiano del pesce». Filo diretto con Nofima per nuove idee

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ORBETELLO. «Una avannotteria consortile per aumentare la competitività del settore acquacoltura a Orbetello». Questa l'idea che il sindaco lagunare, Monica Paffetti, ha messo in valigia tornando dal viaggio in Norvegia. È stato un viaggio condiviso con Fabio Fabbri, della Provincia di Grosseto, e una delegazione di imprenditori del settore dell'acquacoltura: Pierluigi Piro e Fabrizio Piccolotti de I Pescatori di Orbetello, Marco Gilmozzi di Cosa Acquacolture, Enrica Franchi di Confcooperative, Christian Guidi di Coopam, Maurizio Manno per La Rosa, Fulvia Cepollaro per Ittima. «Puntiamo sull’avannotteria e su uno sviluppo che non si limiti alla sola produzione ma anche alla trasformazione dei prodotti», dichiara il sindaco di Orbetello.

Secondo il sindaco l’acquacoltura ha un grande futuro a Orbetello e potrebbe produrre un incremento dell'occupazione a tempo indeterminato. Essa poi si sommerebbe a quella di un altro settore fondamentale per il nostro territorio: il turismo, che offre opportunità di lavoro stagionale. «I cinque allevamenti presenti nel territorio comunale garantiscono – spiega la Paffetti – una produzione lorda vendibile di circa 3.000 tonnellate l’anno, per un fatturato di circa venticinque milioni di euro e una occupazione diretta di oltre 150 addetti a tempo indeterminato. L’indotto vale almeno il doppio. Oltre l’83% del prodotto consumato in Italia – sostiene il sindaco – viene da Turchia e Grecia dove l’attività di acquacoltura si è sviluppata con rapidità. La produzione locale potrebbe occupare una parte importante di quel mercato».

Per poter entrare a gamba tesa sul mercato sarebbero necessari «investimenti infrastrutturali». E la Paffetti dice: «Provincia e Comune stanno lavorando al fianco degli operatori per portare avanti una strategia integrata di utilizzo delle risorse del Fondo europeo per la Pesca, che prevede lo sviluppo degli impianti a mare e la creazione di un polo di servizi che garantisca la qualità delle produzioni ittiche. I nostri allevatori oggi acquistano gli avannotti in altre regioni italiane e all’estero. Il fabbisogno della nostra area si attesta intorno ai dieci milioni di avannotti l'anno, con una spesa che supera i due milioni di euro». La realizzazione di una avannotteria consortile servirebbe, quindi, ad aumentare la competitività del mercato locale. Il viaggio in Norvegia ha permesso di entrare in contatto con una realtà altamente qualificata come quella del Nofima, dove è stata messa a punto la selezione genetica del salmone. «Realizzando l’avannotteria a Orbetello – dice il sindaco – possiamo proporre il nostro territorio come centro di ricerca nazionale per lo studio genetico dell'orata e della spigola, avviando una collaborazione stretta con le migliori università italiane e con lo stesso Nofima (Norwegian institute of food, fishery and aquaculture)». «L'idea di una avannotteria consortile – dice Pier Luigi Piro, presidente de I Pescatori – vista l'importanza dell'acquacoltura orbetellana, oltre a creare posti di lavoro, dovrebbe essere la certificazione di qualità che distingue il territorio oltre a sollecitare un’unità di intenti tra gli imprenditori del settore».

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