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Nella caccia al cinghiale le squadre tornano a 18
GROSSETO. Le squadre di cinghialai si riorganizzano per essere più efficaci e più incisive nell’abbattimento dei cinghiali. E lo fanno con l’input, appena arrivato dalla Provincia di Grosseto, che...
GROSSETO. Le squadre di cinghialai si riorganizzano per essere più efficaci e più incisive nell’abbattimento dei cinghiali. E lo fanno con l’input, appena arrivato dalla Provincia di Grosseto, che finiti i tre anni di sperimentazione, torna alla vecchia maniera: le squadre per la caccia al cinghiale si rimpiccioliscono e, dalle attuali 23, tornano a contare 18 persone.
Lo ha deciso, con proprio decreto e su spinta delle associazioni venatorie, il presidente della Provincia di Grosseto, Emilio Bonifazi. Che alla vigilia dell’apertura della caccia a uno degli animali simbolo della Maremma (prevista per il 1º novembre), ha messo mano al Piano faunistico venatorio provinciale 2012-2017 ridimensionando il numero minimo dei partecipanti alle battute di caccia al cinghiale.
«Fino a tre anni fa – spiega Bonifazi – le squadre erano formate da diciotto persone. Poi fu avviata una sperimentazione che prevedeva un graduale aumento del numero dei partecipanti: venti nella stagione venatoria 2013-2014 e ventitré nella stagione 2014-2015». La sperimentazione nasceva con l’intenzione di favorire l’aggregazione e prevedeva che, finiti i tre anni, si sarebbe fatta una valutazione degli effetti della nuova organizzazione.
La valutazione, dunque, è stata fatta e ha portato a un dietrofront. Il decreto presidenziale (la materia sarebbe stata di competenza della giunta ma, visto che con la riorganizzazione della Provincia la giunta non c’è più, il provvedimento è finito direttamente nelle mani del presidente della Provincia) giustifica il ritorno a diciotto persone sulla base della considerazione che «il numero totale dei cacciatori, sia a livello regionale che nazionale e provinciale, è in costante diminuzione». Ma non solo.
Il decreto tira in ballo anche il problema della presenza massiccia di cinghiali, che danneggiano le campagne, e la necessità – valutata dalle linee guida regionali – di avere squadre più efficaci per gli abbattimenti di questi animali. E “squadre più efficaci” significa più snelle, con meno componenti, e dunque meglio organizzabili.
Francesca Ferri
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