Il Tirreno

Grosseto

Le eccellenze della terra trovano casa all’ex Enaoli

di Gabriele Baldanzi
Le eccellenze della terra trovano casa all’ex Enaoli

Due milioni e 600.000 euro di fondi regionali per il Polo agroalimentare Presto il bando: fornirà certificazioni di processo dei prodotti della Maremma

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GROSSETO. Il comparto agroalimentare in Maremma e in Toscana lamenta da sempre difficoltà di accesso all’innovazione da parte delle singole imprese. Le cause vanno ricercate nella frammentazione e nei costi elevati che la ricerca e l’introduzione di innovazioni richiedono. Costi difficilmente sostenibili da parte della singola impresa.

L’idea del Polo toscano per l’industria e la trasformazione agroalimentare – un progetto avviato dall’amministrazione di Leonardo Marras, quando quest’ultimo era presidente a palazzo Aldobrandeschi – nasce su queste premesse.

Per avviare sinergie tra il comparto produttivo e il mondo universitario e della ricerca applicata, per innalzare la competitività delle aziende locali, del made in Tuscany.

Nei giorni scorsi il progetto ha fatto un altro passo avanti. Almeno sulla carta. Emilio Bonifazi, attuale presidente della Provincia, aveva preso questo impegno e lo sta portando al traguardo. È stato approvato, infatti, il progetto esecutivo con l’individuazione del metodo di gara. Un intervento che rientra nello schema di programma triennale delle opere pubbliche 2015-2017, con localizzazione negli immobili dell’ex Enaoli, a Rispescia.

La determina numero 2636 del 30 settembre scorso – firmata dall’ingegner Renzo Ricciardi – racconta come e dove verranno spesi gli oltre due milioni e 600.000 euro di fondi regionali e statali per creare il Polo, un luogo fisico di incontro tra domanda e offerta di tecnologia in campo agroalimentare.

La Provincia di Grosseto, infatti, risulta capofila del progetto, che dovrebbe essere pronto entro il 2018. Il passo successivo sarà la gara di appalto. Poi dal momento dell’assegnazione dei lavori ci saranno 18 mesi di tempo per realizzare il centro. Insomma tre ani a partire da oggi.

La sede, come detto, sorgerà a Rispescia, in un’area dell’ex Enaoli che l'Ente Terre di Toscana, l’istituzione che ha assorbito l’ex azienda agricola di Alberese, ha concesso alla Provincia di Grosseto.

La Provincia è il soggetto che realizzerà l’investimento: 2,6 milioni provenienti per la maggior parte dalla Regione Toscana, che mette sul piatto un milione e 700.000 dal momento che il progetto è inserito nel piano regionale di sviluppo. Il resto – quasi 840.000 euro – arriva dal ministero per lo Sviluppo economico, mentre la Provincia ha investito circa 85.000 euro per la progettazione esecutiva e per mettere a punto l’iter.

Ma che cos’è esattamente il Polo toscano per l’industria e la trasformazione agroalimentare? « Il progetto – spiega il capogruppo Pd in Regione Leonardo Marras – parte da un presupposto: che in un territorio a vocazione prettamente agricola sia necessario accompagnare l’agricoltura con la qualità, la ricerca e l'innovazione sia per i prodotti che per le loro trasformazioni. È quindi necessaria una struttura fisica che faccia da supporto alle piccole e medie imprese che operano nell’industria della trasformazione delle produzioni agroalimentari di qualità».

Per realizzare la struttura si stanno prendendo a modello progetti analoghi ben funzionanti in provincia di Cuneo, a Siviglia e in Olanda. A Rispescia si prevede prima la demolizione di alcuni edifici esistenti e poi la loro ricostruzione.

Il Polo, una volta attivato, fornirà servizi di certificazione di processo e di prodotto, di controllo e di tracciabilità. Si occuperà di ricerca, formazione specialistica, innovazione e trasferimento dell’innovazione. Le filiere interessate nella fase di avvio saranno quella olivo-oleicola, quella cerealicola, quella zootecnica, lattiero-casearia e ittica.

Per il presidente della Provincia Emilio Bonifazi, «con quest’ultima determina andiamo avanti con decisione verso quello che è considerato ormai un obiettivo strategico per tutta la Maremma, connesso con il porto di Piombino. Rispescia ospiterà il Polo per l’agroalimentare toscano, confermando una serie di precedenti intese, tra cui quella tra Comune, Provincia e Regione. Anche il consiglio comunale di Grosseto, a suo tempo, approvò il quadro urbanistico all’interno del quale far nascere l’infrastruttura. L’agroalimentare rappresenta la nostra più grande opportunità di sviluppo ed era indispensabile un’apertura in favore di quelle imprese che anche in un periodo di crisi stanno tenendo il passo. È un’opportunità che non ci siamo fatti sfuggire. Useremo anche gli spazi di Grosseto Sviluppo, in via Giordania».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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