Il presidio
«Arcidosso con Santa Fiora? Calma, niente è ufficiale»
ARCIDOSSO. Scuole amiatine in fibrillazione dopo la ventilata ipotesi che il comprensivo di Arcidosso possa passare con Santa Fiora staccandosi da quello di Castel del Piano. Il sindaco arcidossino...
ARCIDOSSO. Scuole amiatine in fibrillazione dopo la ventilata ipotesi che il comprensivo di Arcidosso possa passare con Santa Fiora staccandosi da quello di Castel del Piano. Il sindaco arcidossino Jacopo Marini però rassicura: «Mai parlato ufficialmente, nelle sedi preposte, di questa ipotesi. Non ci sono accordi su questo argomento, fra me e il sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi. Non c’è motivo alcuno di fibrillazione. Stiamo calmi. Non è all’ordine del giorno che Arcidosso vada con Santa Fiora e noi non abbiamo nessuna intenzione di lasciare Castel del Piano».
L’ipotesi di una scissione di Arcidosso da Castel del Piano e di una sua aggregazione col comprensivo di Santa Fiora è effettivamente arrivata sul tavolo di Marini che, come presidente dell’Unione dei comuni, ha anche la delega alla scuola ed è quindi quello che ha in mano la decisione finale rispetto a un’ipotesi lanciata dall’assessore santafiorese Luciano Luciani in sede di Conferenza provinciale scolastica.
Luciani aveva messo sul piatto anche un’altra serie di possibilità per garantire l’autonomia scolastica al suo comprensivo. «Fra queste ipotesi – spiega Jacopo Marini – anche quella di far rientrare il comprensivo di Castell’Azzara da Pitigliano e Sorano e aggregarlo con Santa Fiora. In questo modo sarebbero salvaguardati i numeri occorrenti per avere l’autonomia scolastica. D’altra parte Castell’Azzara è nell’unione comuni Amiata grossetana e dunque, anche per le scuole, bisognerebbe facesse una scelta comprensoriale. Questa è l’unica chanche percorribile e semplice. Le scelte di comprensorio vanno fatte sempre, sia quando si dà sia quando si prende. Non va bene che Castell’Azzara guardi al tufo e anche qui. Bisogna fare scelte coraggiose. Bisogna recuperare l’unità dei nostri comuni, a volte smarrita. Occorre buon senso, generosità».
Ma Marini va oltre nelle sue considerazioni. «Per esempio Cinigiano, che ha le scuole con Civitella Paganico, ha fatto una scelta coerente e ha chiesto di uscire dall’Unione dei comuni. La posizione è chiara. Guarda alla Maremma e se ne va dall’Amiata».
In ogni caso, le richieste di Santa Fiora, che anche nel programma elettorale accennava all’autonomia scolastica come obiettivo, non possono essere prese sottogamba. «Bisogna parlarne in sede politica – spiega Marini – e mercoledì sera ci sarà una riunione politica col Pd per discutere la cosa».
E la proposta di Luciani di andare con Piancastagnaio? «Appare provocatoria – commenta il sindaco di Arcidosso – o per lo meno credo sia così».
Ma a Marini preme soprattutto sottolineare come per il comprensivo di Arcidosso non ci siano dubbi: «Ne scaturirebbe un terremoto – dice – ne risentirebbero i bambini e i ragazzi, le famiglie e gli insegnanti. La proposta è arrivata da Luciani e io non ho mai detto di essere d’accordo».
Intanto la faccenda monta e nella scuola arcidossina si continua a non essere tranquilli. Oggi i docenti incontreranno i genitori degli studenti per discutere il problema. «Io stesso sabato – spiega il sindaco – ho incontrato i docenti e li ho rassicurati. Ma dico che per risolvere la faccenda non ci vogliono pressioni, ma piuttosto serenità ed equilibrio. Solo così potremo provare a risolvere la questione aperta dal sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi».
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