Il Tirreno

Grosseto

«Meno emissioni e dimensioni ridotte»

I socialisti chiedono garanzie in vista della riapertura dell’inceneritore: «Cozza con il territorio»

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SCARLINO. Pur funzionando come deve, stando ai rapporti dell’Arpat, rimane il fatto che quell’impianto non va d’accordo con la vocazione turistica che Scarlino ha e vuole darsi sempre più.

Il Partito Socialista locale entra nella discussione legata all’inceneritore del Casone e alla sua paventata imminente riapertura, dato il parere positivo rilasciato dalla conferenza dei servizi. Una posizione di chiara opposizione, quella del partito in seno alla maggioranza che governa il Comune, ma che tiene conto anche dei sessanta dipendenti della Scarlino Energia. «Occorre trovare una soluzione ragionevole anche in prospettiva, salvaguardando il più possibile gli interessi e le esigenze del territorio – si legge in una nota del Psi scarlinese - Ci sembra logico affermare che l’impianto attuale, così come è stato realizzato, non va bene». Ragionevole, dice. Perché le questioni da affrontare sono molte e possono essere ridotte a due aspetti. «L’impianto di Scarlino, pur se dalle analisi dell’Arpat, appaia in regola relativamente alle emissioni per come misurate, comporta tuttavia un carico eccessivo sul territorio e sulla zona dove insiste – continua la nota - In sostanza appare a noi un impianto decisamente sovradimensionato rispetto alle esigenze del territorio. Di per se comporta emissioni che il territorio non può sopportare. Pur tuttavia vi operano molti lavoratori e questo fatto non può essere certamente trascurato». Come uscire quindi da questo impasse? Facendo un passo alla volta, secondo i socialisti. «Ci sembra logico affermare che l’impianto attuale, così come è stato realizzato, non va bene; anche in un’ottica di raccolta differenziata spinta, occorre prevedere un sistema di smaltimento dei residui di rifiuto locali, non riciclabili». E per far ciò «occorre un impianto che sia dimensionato sulla base della produzione locale dei rifiuti: il che comporta che quello attuale vada demolito e sostituito con un impianto più piccolo, ma dotato di moderne tecnologie che oltre a prevedere il controllo del materiale di ingresso, preveda anche quello sulla combustione, alfine di prevenire la produzione di diossine e quella indispensabile per la salute delle persone, che è rappresentata dal filtraggio dei fumi in maniera rigorosa».

Da qui la proposta: «noi socialisti proponiamo la individuazione di un percorso temporale congruo, di concerto con i sindacati, durante il quale vengano individuate soluzioni, per il collocamento in altre realtà produttive, fino a quando il nuovo sistema impianto non diventi operativo». (a.f.)

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