Il presidio
Entro dicembre Porto Ercole avrà il piano portuale
PORTO ERCOLE. Si avvicina l’adozione del piano regolatore portuale di Porto Ercole. L’Amministrazione comunale procede verso l’ultimo step. L’iter sta andando avanti e, se tutto andrà secondo i piani,...
PORTO ERCOLE. Si avvicina l’adozione del piano regolatore portuale di Porto Ercole. L’Amministrazione comunale procede verso l’ultimo step. L’iter sta andando avanti e, se tutto andrà secondo i piani, entro la fine di dicembre dovrebbe essere adottato. L’Amministrazione sta ultimando il progetto e sta cercando di risolvere la questione legata alle concessioni demaniali.
Se nel porto del Valle a Porto Santo Stefano le concessioni scadranno nel 2020 – come stabilito dalla Port Authority – a Porto Ercole è atteso il responso del Tar della Toscana sulla legittimità delle ultime gare ad evidenza pubblica indette dal Comune. «Ci stiamo muovendo verso l’adozione del piano regolatore a Porto Ercole – spiega il sindaco Arturo Cerulli – Non avendo più il controllo su Porto Santo Stefano andiamo avanti così, ma in questo momento c’è una grossa confusione. Le concessioni sono scadute perché è terminata la norma di salvaguardia. A dicembre speriamo di adottare il piano regolatore anche perché ci sarà una risposta del Tar rispetto alla legittimità delle ultime gare. Speriamo che una volta ultimato il piano regolatore le attuali attività portoercolesi si mettano insieme per fare un’offerta di gestione, evitando che un soggetto estraneo prenda possesso del nostro porto».
A Porto Santo Stefano, invece, pare sia ancora tutto fermo. «Qualche tempo fa – aggiunge Cerulli – un imprenditore di Roma si è interessato a fare il porto e ce ne ha parlato, ma non siamo più noi a gestirlo, la questione riguarda la Regione e, tramite l’autorità portuale, deve mettere a bando il porto. Spesso si sente dire che l’Argentario sarebbe una terra d’oro e che non siamo capaci di sfruttarla. Quando ci confrontiamo con altre realtà turistiche italiane, ci rendiamo conto che siamo nati ieri. I nostri nonni erano pescatori e contadini, mentre nelle riviere i nonni erano commercianti e lavoravano nel turismo. Ci manca ancora la capacità vera di fare associazionismo, ognuno fa cose per interesse proprio. Comunque all’Argentario il livello di qualità della vita è decisamente buono: almeno di questo dobbiamo essere fieri».
Andrea Capitani
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