Il Tirreno

Grosseto

«Mille mail inviate dal mio ex»

di Pierluigi Sposato
«Mille mail inviate dal mio ex»

Stalking: sotto accusa un uomo, dopo la separazione avrebbe molestato la moglie e il nuovo compagno

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Le storie di stalking sono tutte uguali. E tutte diverse. Uguali nella formula standardizzata del rinvio a giudizio, che parla di comportamenti tali da causare «un perdurante e grave stato di ansia e di paura». Diverse perché ogni caso ha la sua storia e perché il destino ci mette del suo.

Nel processo che si sta celebrando davanti al giudice De Vincenzi, le vittime del presunto stalking sono due - una donna e il suo nuovo compagno - e sotto accusa c’è l’ex marito di lei. Al quale non sarebbe andata giù la separazione e forse ancora meno il fatto che la sua ex si è messa con uno degli amici intimi di famiglia. A complicare ulteriormente l’intreccio c’è il fatto che i coniugi separati lavorano insieme e che hanno una figlia, ancora minorenne.

L’altro giorno è stata la donna a parlare in aula: ha raccontato tutto quanto aveva scritto nelle querele. Ha raccontato del matrimonio e di come le cose si siano complicate. Ha raccontato che i due erano rimasti insieme per il bene della bambina ma che poi la situazione era diventata insopportabile. Le strade si erano divise. Una volta compiuta la separazione, «sono arrivate mail ogni giorno da parte di lui - ha raccontato la donna - anche pesanti, anche offensive. E mi inondava anche di sms, a ogni ora del giorno e della notte. Mio marito era venuto a controllarmi sotto casa e io capivo che lo faceva proprio dal contenuto dei messaggi. Quante mail? Credo un migliaio». E la donna ha raccontato al giudice anche le parole contenute in messaggi e mail: «erano talmente tanti che alla fine non rispondevo nemmeno più, anzi nemmeno le aprivo».

«Uno dei problemi più grandi è che ha iniziato a coinvolgere nostra figlia e la figlia del mio compagno». Lo stalking, sempre secondo quanto riferito in aula, ha avuto un’evoluzione quando anche il compagno di lei ha ricevuto mail dal contenuto allusivo e minaccioso. E anche lui infatti è parte civile nel processo. Anche lui è stato sentito dal giudice, insieme alla mamma di lei, nella stessa udienza.

«Io ho sempre cercato di evitare motivi di scontro - ha detto la donna - Anche nei termini in cui è stata stabilita la separazione. Ma quando lui ha passato il limite, quando lui ha iniziato ad attuare lo stalking anche attraverso nostra figlia, quando addirittura era arrivato a prendersi la bambina a casa (e l’ho denunciato per violazione di domicilio) non ce l’ho fatta più. Da quando ho chiesto e ottenuto le modifiche nelle condizioni della separazione ci sono meno “ritorsioni”. E devo ringraziare i miei genitori che sono venuti a starmi vicino: per lavoro io sto molto tempo fuori casa e anche fuori città, sapendo che mia figlia sta con loro sono più tranquilla. Ma prima ero dovuta ricorrere alle cure in ospedale perché stavo andando fuori di testa. Lui deve capire una cosa: di lui non voglio più sapere nulla e non gli devo nulla».

Il processo non è finito: se ne parlerà fra qualche mese. Sarà la volta dei testi dell’ex marito, che sostiene l’esistenza di una relazione extraconiugale con l’attuale compagno precedente alla separazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera