Il presidio
Assoluzione e difesa al processo
Riceviamo e pubblichiamo –––– Quali difensori del dottor Giuseppe Tamburro, letto l'articolo «Morì durante l'intervento, medico assolto. Giuseppe Tamburro aveva deciso di andare a dibattimento. L'avvo...
Riceviamo e pubblichiamo
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Quali difensori del dottor Giuseppe Tamburro, letto l'articolo «Morì durante l'intervento, medico assolto. Giuseppe Tamburro aveva deciso di andare a dibattimento. L'avvocato della famiglia presenteremo denuncia per truffa», ci premuriamo evidenziare quanto segue.
Il dottor Giuseppe Tamburro non è anestesista, come viene qualificato nell'articolo bensì medico ginecologo-ostetrico. Anestesista era invece il dottor Piola, che ha da tempo definito il processo mediante patteggiamento della pena in quanto la signora Silvia Cannelli era deceduta durante l'induzione dell'anestesia, e prima ancora che il dottor Tamburro iniziasse un piccolo intervento chirurgico in day surgery finalizzato ad un piccolo prelievo per accertamenti diagnostici. Non è stato il dottor Tamburro ad aver «deciso di andare a dibattimento» ovvero di scegliere «di andare fino in fondo e affrontare il dibattimento». Il processo penale è stato, come per legge ogni volta avviene, promosso dal pm e, come è noto, l'imputato non è assolutamente in grado di interromperlo. Egli ha solo la facoltà di difendersi; salvo a proporre al pm, se si ritiene colpevole, il patteggiamento con l'applicazione a suo carico di una pena concordata. (...) Inoltre appare quantomeno originale che l'avvocato Abbruzzese, quale difensore dei predetti familiari, che non ha effettuato la costituzione di parte civile nel processo, possa annunciare di proporre appello avverso la predetta sentenza assolutoria, visto che tale potere non gli è consentito dalle legge. Sarebbe stato gradito, e ci parrebbe anche atto dovuto, che il giornale, intervistando chi assiste i familiari della sventurata ragazza, o raccogliendone le dichiarazioni, si fosse premurato di sentire anche i due difensori dell'imputato, tanto più che l'avvocato Giorgi, mentre il condifensore Valle era impegnato altrove, al rientro dal Tribunale di Civitavecchia aveva personalmente contattato il responsabile della redazione. Egli peraltro nell'articolo non viene neppure indicato quale difensore del medico. Abbruzzese contesta che il dottor Tamburro non abbia espresso «parole di conforto o di scuse» ai familiari . Dimentica però di precisare che mediante una sua memoria, presentata dai familiari al tribunale alla udienza del 30.09.2015 di discussione del processo, il medico viene accusato, in modo gratuitamente calunnioso, addirittura del reato di omicidio doloso. Si vorrà quindi comprendere perché mai il dottor Tamburro che pur ne aveva manifestato ai suoi difensori la precisa intenzione a tal riguardo, ha deciso di soprassedere. (...)
Luciano Giorgi, Carlo Valle
avvocati
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Gentili avvocati,
parrebbe una contesa fra voi e il collega Abbruzzese che forse andrebbe risolta per via privata. Desidero precisare che il testo da voi inviato contiene un errore non trascurabile. Il Tirreno ha contattato più volte il vostro studio, come risulta certamente ai vostri uffici. Non vi è stata risposta.
(om)
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