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di Giovanna Mezzana

ORBETELLO. Mentre il paziente è sotto i ferri, vengono fatte le pulizie: il chirurgo opera e nel frattempo gli addetti all'igiene entrano nell'area operatoria con i carrelli dei detergenti. Parliamo...

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ORBETELLO. Mentre il paziente è sotto i ferri, vengono fatte le pulizie: il chirurgo opera e nel frattempo gli addetti all'igiene entrano nell'area operatoria con i carrelli dei detergenti.

Parliamo dell'ospedale di Orbetello e questo è il contenuto di una segnalazione arrivata al Tirreno. È normale che operazione chirurgica e pulizia degli ambienti adiacenti avvengano contemporaneamente? L'abbiamo chiesto ai sindacalisti che conoscono il contratto dei Multiservizi, cioè quello con cui sono in genere inquadrati gli addetti alle pulizie degli ospedali. I sindacalisti conoscono già la questione: tant'è che Cgil Filcams, Cisl Fisascat e Uil Trasporti hanno richiesto alla Asl 9 «un incontro con carattere di urgenza per le carenze e le gravi inadempienze relative alla gestione dell'appalto di pulizia affidato all'azienda Coopservice» di Reggio-Emilia, affidataria del servizio di pulizia.

Chirurgia e pulizie. «Da agosto, all'ospedale di Orbetello, agli addetti alle pulizie è richiesto di svolgere le loro mansioni anche quando è in corso un'operazione chirurgica». Tant'è che in ospedale, nella stanza riservata agli addetti di Coopservice, è comparso un annuncio datato 10 agosto, con cui il responsabile informa i colleghi delle nuove modalità di lavoro. Si legge: «A partire da oggi si entra in sala operatoria anche se c'è un intervento. Dovete fare il percorso evitando tutta la zona riguardante la sala occupata, compreso il risveglio e i bagni. Si pulisce la zona iniziale dove teniamo i carrelli, poi il corridoio dello sporco e la zona in fondo». Gli addetti alle pulizie non entrano (ovviamente) in "sala" operatoria quando è in corso un'operazione – e ci mancherebbe altro... – bensì puliscono le "adiacenze". La nuova modalità di lavoro garantisce l'asetticità che ciascuno di noi si augura di trovare in un ospedale ? Perché alla fine è questo che al cittadino interessa. «Le lavoratrici – confermano Andrea Ferretti, segretario provinciale Cgil Filcams e Alessandro Viggiani, segretario provinciale Uil Trasporti – ci hanno segnalato che la Coopservice, secondo loro, non applica i protocolli previsti per la sanificazione. Per questo abbiamo inviato alla Asl due richieste di incontro, ma per il momento non abbiamo avuto risposta».

La risposta Asl. Investita della questione, l'Asl risponde: «Per l'area operatoria dell'ospedale di Orbetello – si legge in una nota – le procedure previste dai protocolli per l'accesso, la pulizia e la sanificazione delle sale vengono pienamente rispettate dalla Coopservice. Non sono state rilevate criticità nello svolgimento del servizio». Quando il paziente è sotto i ferri, aggiunge l’Asl, «l'accesso (del personale delle pulizie) riguarda il "percorso sporco", che può essere pulito anche con interventi in corso; mentre la pulizia della sala operatoria vera e propria viene fatta solo quando è vuota».

Camice e scarpe. C'è dell'altro. La sanificazione della sala operatoria deve essere fatta come Dio comanda: ecco perché è previsto che gli addetti abbiano una tenuta (camice e scarpe) da usare solo ed esclusivamente per quella pratica. Succede però che «le addette si spoglino nella stanza a loro riservata – ci segnalano – indossano "la mise" per pulire la sala operatoria, ma con essa indosso percorrono corridoi e prendono ascensori prima di arrivare a destinazione. Pulizie con la stessa divisa, con lo stesso carrello, nessun camice monouso». Il che vanificherebbe la prescrizione di usare una tenuta ad hoc per la sala operatoria: o no?

«Tutto in regola». La Asl in generale assicura che l'Azienda sanitaria «verifica che le misure siano adeguate e il servizio risponda ai protocolli»; aggiunge anche che «vengono fatti campionamenti ambientali periodici da parte per accertare l'idoneità degli spazi sanitari, a seconda dell'uso a cui sono destinati».

Tempistica. Quindi è tutto in regola? Secondo il sindacato non lo è, tant'è che i confederali premono per avere un incontro con l'Azienda sanitaria, che comunica: «La direzione aziendale è disponibile a incontrare i sindacati» ma «purtroppo – aggiunge – non è la Asl l'interlocutore per una trattativa sindacale, non essendo i lavoratori della Coopservie dipendenti della Asl stessa». La questione però non sembra richiedere tanto una trattativa sindacale nel senso tradizionale del termine: non si parla di ore lavorate e non pagate o di straordinari persi per strada. Si parla di sgomberare il campo da dubbi: ed è un campo – la salute e le cure ospedaliere – che sta a cuore a tutti. Ultimo dettaglio: le nuove prescrizioni su come e quando pulire le sale operatorie sono dell'8 agosto. I sindacati hanno chiesto un primo incontro alla Asl una quindicina di giorni fa. E le segnalazioni arrivano a circa dieci giorni di distanza dal 20 settembre, data in cui, dopo cinque anni, è scaduto l'affidamento di Coopservice. Per affidare il servizio di pulizia dovrà essere indetta una nuova gara che, in virtù del passaggio da Estav Sud Est a Estar (ente di supporto tecnico-amministrativo regionale), sarà di "levatura" regionale. La posta in gioco è alta.

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