Il Tirreno

Grosseto

Il centrodestra fa quadrato

di Gabriele Baldanzi
Il centrodestra fa quadrato

Mugnai rievoca l’epopea Antichi e la platea sogna una vittoria all’aretina

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GROSSETO. Un tuffo all’indietro di quindici anni, all’età aurea di Antichi e Agresti senior. La sala del consiglio piena di dirigenti del centrodestra, la parola “unità” nominata più volte che a una festa del Pci a Scandicci a metà anni Settanta. Cosa c’era in agenda?

I vertici regionali e i responsabili locali di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia ieri hanno lanciato a Grosseto la campagna elettorale per le amministrative 2016, una volata lunga, al momento senza un Cipollini ma con un progetto in testa e la palese volontà di tornare a contendere al Pd il governo della città.

Dietro al bancone degli amministratori, nella sala del consiglio, Andrea Di Meglio (come portavoce locale della Lega), Fabrizio Rossi (leader di Fdi) e Sandro Marrini (da poco coordinatore provinciale di Forza Italia).

E ancora il segretario regionale della Lega, il padovano Manuel Vescovi, il capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Giovanni Donzelli e Stefano Mugnai (i tre nella foto grande), il demiurgo dell’impronosticabile successo ad Arezzo e capo indiscusso di Forza Italia in Toscana.

Non per caso è stata lasciata libera la poltrona al centro, quella del sindaco solitamente occupata da Bonifazi.

In platea una trentina di persone, giovani dirigenti e volti noti della politica locale: Luca Teglia da Albinia, gli amministratori gigliesi, i consiglieri di opposizione del capoluogo Andrea Ulmi e Pier Francesco Angelini. E ancora Mario Lolini, Luca Agresti e Alessandro Antichi, più volte menzionato. Una dimostrazione di forza e unità.

E ancora devono salire a bordo (già partecipano ai tavoli) quelli del Nuovo Centrodestra - Giacomo Cerboni, Stefano Dragoni, il sindaco dell’Argentario Cerulli - e probabilmente, ma qui dipende anche dal nome del candidato, le civiche e la componente centrista che fa capo al pasionario Gianni Lamioni. «L’obiettivo – ha spiegato Mugnai – è quello di replicare a Grosseto le esperienze vincenti di Arezzo e Pietrasanta alle ultime amministrative: è questa la direzione che Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega hanno imboccato per individuare metodo, programma e nomi in vista delle prossime elezioni comunali».

«A Grosseto – ha ricordato ancora Mugnai – negli ultimi anni Luca Agresti ha fatto un gran lavoro rimanendo punto di riferimento solido e affidabile per il partito. Qui abbiamo già avuto l’onore di amministrare con il nostro Alessandro Antichi, la cui vittoria mise la prima bandierina azzurra di tutta la Toscana in un Comune capoluogo. Antichi fece bene restituendo a Grosseto uno slancio che la Sinistra ha da principio cavalcato ma che poi si è esaurito nell'inerzia decisionale dovuta, qui come altrove, alle beghe correntizie di un partito allo sbando».

«Grosseto – ha proseguito Vescovi - si merita ben altro rispetto all'attuale situazione. Noi faremo il possibile perché i grossetani possano vivere in un contesto diverso e la città abbia reali prospettive di crescita dal punto di vista socio-economico». Infine Giovanni Donzelli: «Anche lui ha insistito sullo stare insieme: «Delle formule che ci porteranno a presentarci uniti alle prossime elezioni discuteremo più avanti. L’importante, in questa fase, è la volontà di proseguire questo percorso. I cittadini hanno dimostrato di dare fiducia a coalizioni credibili, in grado di affrontare e risolvere i problemi concreti. Grosseto ha bisogno di un cambio di rotta e noi pensiamo di poter rappresentare questa novità. Fratelli d'Italia può mettere a disposizione risorse importanti, a partire da Fabrizio Rossi, capogruppo in consiglio comunale e punto di riferimento per tanti cittadini che si identificano nei valori di destra».

In ultimo i punti in comune, le fondamenta del programma di governo del centrodestra.

Di Meglio, Rossi e Marrini da parte loro hanno già fissato i paletti: «Il territorio ha bisogno di innovazione strutturale, revisione delle tariffe, politiche per la sicurezza, valorizzazione delle peculiarità produttive, ambientali, culturali e sociali. Questa è una città dove oggi gli abitanti sono abbandonati a se stessi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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