Il Tirreno

Grosseto

Furti con destrezza in tre gioiellerie Condannato a 4 anni

GROSSETO. Tra il 2008 e il 2009 avrebbe colpito tre volte, sempre in gioielleria. Per importi da diverse decine di migliaia di euro. A Orbetello e due volte a Grosseto. In una di queste ultime...

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GROSSETO. Tra il 2008 e il 2009 avrebbe colpito tre volte, sempre in gioielleria. Per importi da diverse decine di migliaia di euro. A Orbetello e due volte a Grosseto. In una di queste ultime gioiellerie, ha raccontato la titolare, era entrato talmente in confidenza (anche in virtù di un acquisto precedente) da spiegare che era gay, che la sua condizione era disprezzata dal padre e compresa dalla madre e che a quest'ultima lui voleva pertanto fare un regalo importante.

A prescindere dal reale orientamento sessuale - la circostanza è stata comunque riferita in aula da una testimone per spiegare al giudice le modalità del furto con destrezza - Elix Lazzari, 45 anni, di Benevento, attualmente in carcere per altra vicenda, è stato riconosciuto colpevole dei tre furti. Ed è stato punito severamente dal giudice Sergio Compagnucci: 4 anni e 500 euro. Non solo: dovrà risarcire davanti al giudice civile la titolare della gioielleria Bimbi di Orbetello, che si è costituita parte civile, intanto riconoscendogli 5 mila euro di provvisionale più 3.420 euro di spese.

In quella gioielleria, il 23 gennaio 2008, Lazzari avrebbe portato via un rotolo con ciondoli in oro bianco e giallo con pietre dure per diecimila euro. In questa circostanza sarebbe stato accompagnato da una donna. Era da solo invece il 14 agosto 2008, quando era entrato nel negozio Mirolli di Grosseto, distraendo titolare e commessa, incredule ancora oggi, allontanandosi senza pagare con gioielli per ben 84mila euro: collana in oro rosa da 41 carati, un paio di orecchini da 4 carati, due braccialetti Pomellato. Il terzo colpo, da 30mila euro, il 20 febbraio 2009, da Gasbarro: un rotolo con anelli, bracciali e orecchini in oro bianco nonché brillanti. Anche in questo caso avrebbe distratto i titolari con una particolare destrezza, ha sostenuto il pm Alessandro Leopizzi.

Al termine del dibattimento, il pm onorario Elena Bartalini aveva chiesto 2 anni e 1.000 euro per i tre episodi. Il difensore aveva invece sollecitato un'assoluzione perché il suo assistito non era stato riconosciuto nelle foto e perché c'erano comunque molti punti di incertezza, a cominciare dal cognome fornito.

Pierluigi Sposato

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