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Finge l’incidente per truffare automobilisti
Bionda, sulla quarantina: esibendo un Rolex rotto al polso ha spillato 3.900 euro a una settantacinquenne
GROSSETO. Fate attenzione se vi ferma per strada una donna sulla quarantina, bionda, ben vestita, che lamenta di essere stata urtata dalla vostra auto. Fate attenzione se vi mostra un orologio pseudo-Rolex rotto e la mano arrossata. Fate attenzione se vi chiede il rimborso del danno, dopo aver fatto finta di chiamare la vostra compagnia assicuratrice che vi consiglia di farlo. Fate attenzione perché potrebbe essere una truffa. Una delle ultime frontiere del raggiro, approdata anche a Grosseto. Come sa bene, a sue spese, quella grossetana 75enne che l'altro giorno è andata a denunciare in Questura quanto le era capitato. Un episodio avvenuto in via Tito Speri, al mattino.
La donna si stava recando, in auto, in un laboratorio di analisi. Ha sentito un piccolo urto contro la carrozzeria. Si è fermata mentre stava sopraggiungendo una donna: «Mi ha preso, non se n'è accorta?». La pensionata è caduta dalle nuvole: non le sembrava di aver interferito con la traiettoria di un pedone. Ma la donna, accento del nord, le ha mostrato argomenti tali quanto meno da ingenerarle il dubbio: una mano arrossata e un orologio rotto («è un Rolex, sa?»). Le certezze della pensionata hanno vacillato pericolosamente fino a capitolare, di fronte all'eloquenza convincente della donna. Probabilmente la mano era stata arrossata ad arte, probabilmente quel Rolex aveva visto altre decine di "incidenti" simili. «Mi è costato 3.900 euro - ha lamentato la bionda - E adesso?». La soluzione l'ha suggerita direttamente lei: si è informata quale fosse la compagnia assicuratrice dell'automobilista, ha preso il telefono e ha detto che stava chiamando proprio quegli uffici. Dall'altra parte c'era verosimilmente un complice, che si è finto dipendente dell'agenzia, si è informato delle modalità dell'incidente, ha prospettato pro e contro tra danni fisici e danni materiali e alla fine ha dato il consiglio: «Le conviene risarcire direttamente il danno, non passi da noi perché le costerebbe molto di più». In fondo, la bionda al momento chiedeva solamente un acconto: al saldo la pensionata avrebbe potuto provvedere in un secondo momento. «Ma io ho solamente cento euro», ha obiettato la pensionata. «Intanto prendo questi». La bionda non si è insomma persa d'animo e ha incassato il denaro. Quando però la pensionata, ritornando sulle proprie convinzioni, ha manifestato qualche dubbio e l'intenzione di andare all'agenzia assicuratrice per avere maggiori chiarimenti, la bionda con una scusa si è allontanata. Scomparsa. Smaterializzata. Impossibile per l'automobilista anche capire se avesse nelle vicinanze un'auto di appoggio con la quale allontanarsi. Alla pensionata sono rimaste impresse alcune caratteristiche fisiche, messe nere su bianco negli uffici della polizia di stato, e la voglia di raccontare la vicenda per evitare che qualcun altro ne rimanga vittima. Grossetani, attenzione.
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