Il Tirreno

Grosseto

l’uscita dall’unione dell’amiata

Cinigiano sposa Civitella Ma Monticello non ci sta

Cinigiano sposa Civitella Ma Monticello non ci sta

CINIGIANO. L’Amiata Grossetana unita come in molti auspicano? Pare di no. Ogni comune rivendica la sua identità e addirittura Cinigiano vuole fare le valigie e lasciare l’Unione e sta lavorando per...

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CINIGIANO. L’Amiata Grossetana unita come in molti auspicano? Pare di no. Ogni comune rivendica la sua identità e addirittura Cinigiano vuole fare le valigie e lasciare l’Unione e sta lavorando per questo. Così da quando, qualche tempo fa, il sindaco Romina Sani annunciò la sua intenzione di fare lo strappo dall’Unione, il percorso è andato avanti e il sindaco lo giustifica così: «La fase di riassetto delle istituzioni implica intelligenza e capacità di svincolarsi da schemi passati. Cancelliamo, dunque, i vecchi modelli. Il progetto avviato a Cinigiano di uscita dall’Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana è proprio questo: difendere le specificità del nostro territorio e il diritto di rappresentanza diretta dei cittadini e, contemporaneamente, aprire una ricerca senza vincoli, mettendo in campo idee e vedendo con chi portarle avanti. I matrimoni si fanno avendo punti in comune. Noi ne abbiamo molti con Civitella Paganico e Campagnatico già oggi. L’esperienza consolidata nell’Istituto Comprensivo di Civitella Paganico ha consentito di mantenere aperti i nostri 16 plessi scolastici».

Il sindaco cita anche, come simile fra i tre comuni, la tipologia agronomica delle campagne. «La Docg Montecucco e la Doc Monteregio ci unisce e ci uniscono le grandi e prestigiose cantine che sono sorte», dice, aggiungendo agli elementi similari persino l’Ombrone, «ricchezza ambientale e turistica, se si è in grado di valorizzarlo. L’Ombrone è un nastro che lega Cinigiano con Civitella e Campagnatico».

Il sindaco aggiunge che «la zona montana di Monticello Amiata che rimane integrata nel contesto amiatino può volgere lo sguardo alla Riserva di Belagaio a Roccastrada, aprendo nuove potenzialità progettuali».

Ma Monticello non ci sta. Monticello Amiata non si chiama Amiata a caso. Coi suoi 753 metri sul livello del mare è fra i borghi montani che hanno la maggiore altitudine. Anche per questo Monticello non vuol seguire Cinigiano. Vuole restare con l’Amiata e guarda a una possibile unione con Arcidosso. I monticellesi vogliono questo e questo ha detto al sindaco, ieri, giovedì 1 ottobre, Giovanni Barbagli, capogruppo consiliare di minoranza. «Siamo andati a chiedere al sindaco Sani – spiega Barbagli – se ci sono possibilità che Monticello si stacchi da Cinigiano e intraprenda un percorso proprio. Il sindaco ha subito chiarito che il percorso iniziato da Cinigiano verso la pianura non si interrompe. Ma ha detto anche che si può esplorare la possibilità che Monticello vada verso Arcidosso, come un tempo Montenero fece staccandosi da Cinigiano e diventando frazione di Castel del Piano».

«Ci saranno da seguire due percorsi _ prosegue Barbagli _ uno politico e uno istituzionale. Il secondo, infatti, riguarda l’istituzione di Arcidosso, quella che ci dovrebbe accogliere. Ci è stato assicurato dal sindaco, dunque, di essere in fase di esplorazione delle possibilità e che la cosa forse si potrebbe anche fare. Ci fa molto piacere questa apertura del sindaco che infatti aveva promesso che avrebbe ascoltato tutti i cittadini, compresi quelli delle frazioni. E fra di esse, Monticello e Castiglioncello Bandini hanno dichiarato la loro contrarietà a seguire Cinigiano in questo percorso di uscita dall’Unione».

Fiora Bonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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