Il Tirreno

Grosseto

Alla Pilarella la stagione non è decollata

di Andrea Capitani
Alla Pilarella la stagione non è decollata

Il bilancio dell’estate dell’Argentario Approdi racconta la crisi del settore nautico: l’unico dato positivo si registra ad agosto

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PORTO SANTO STEFANO. La crisi continua a farsi sentire. Nonostante le maggiori presenze estive registrate nell’estate argentarina 2015, il settore nautico è quello che più di tutti risente delle difficoltà economiche.

A farne le spese, in particolare, è l’attività legata agli ormeggi sul molo della Pilarella, gestito dalla società partecipata Argentario Approdi e Servizi spa. La stagione appena trascorsa, infatti, non ha portato quel miglioramento sperato dagli addetti ai lavori. Anzi, si è registrata una diminuzione dei ricavi rispetto allo scorso anno, passando dai 130.000 euro del 2014 ai 115.000 del 2015. Il dato è da riscontrarsi principalmente nei mesi di giugno (33 barche e 130 giorni di presenza complessivi nel 2014, 36 barche e 103 giorni in questa stagione), luglio (64 barche e 156 giorni occupati nel 2014, 60 barche e 130 giorni nel 2015) e settembre (23 barche e 94 giorni nel 2014, 23 barche e 74 giorni nel 2015).

A risollevare un po’ le sorti ci ha pensato però il mese di agosto, che ha visto 86 barche e 173 giorni occupati nel 2014, a fronte di 112 barche e 256 giorni nel 2015. Non sono mancate comunque le imbarcazioni di proprietà di personalità note nel panorama internazionale, come il super Yacht dello stilista Valentino e quello del proprietario di Rolex, ancorati alla banchina della Pilarella anche negli ultimi giorni del mese di settembre. Dati che si riflettono, però, con ribassi su tutto il territorio italiano. «Quest’anno - spiega il presidente di Argentario Approdi, Nazzareno Orsini - il mercato dei charter over 40 metri, in Italia, è calato del 35%, visto anche che da quest’anno sono tassati da Iva, mentre l’anno scorso erano esenti. Dunque queste barche sono andate soprattutto in Spagna, Slovenia e Francia. Lo scorso anno, infatti, avevamo avuto più o meno le stesse presenze dell’anno prima. Nel 2015 abbiamo avuto anche un calo sulle misure, con un paio di barche di 50 metri e una di 65. Nel 2014 abbiamo avuto 4 barche di 65 metri, e diverse di oltre 50 metri. Però il problema grande, in questo momento, è l’assenza di distanziali, ovvero imbarcazioni tra i 18 e i 22 metri, che riempivano sempre la banchina. Adesso lavori con barche che si fermano massimo due o tre giorni, mentre prima si fermavano anche un mese di fila, o addirittura una stagione intera. Come valuto la stagione appena passata? In maniera negativa - prosegue Orsini - in quanto, con 20 posti barca e con un approdo aperto che non è un porto come si fa a mantenere un giro economico di una società per azioni che ha delle spese? Concepita così non ha futuro. Secondo me andrebbe liquidata la parte privata (il 22% della partecipata) e concepita come totalmente pubblica». Argentario Approdi ha anche un parcheggio in affitto e quattro appartamenti, «Un capitale - conclude Orsini - che andrebbe anche questo liquidato e reinvestito in qualcosa di produttivo».

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