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«Mica siete comunisti?» Inni alla destra e a Mussolini

«Mica siete comunisti?» Inni alla destra e a Mussolini

GROSSETO. «Buongiorno, a noi». «Buona serata, a noi». È un tripudio di mani destre alzate il profilo facebook dell’uomo che martedì sera si è messo a sparare all’impazzata a Casalecci. Destra, di...

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«Buongiorno, a noi». «Buona serata, a noi». È un tripudio di mani destre alzate il profilo facebook dell’uomo che martedì sera si è messo a sparare all’impazzata a Casalecci. Destra, di quella nera. Con immagini di Benito Mussolini, ma anche Putin e commenti razzisti. E poi c’è tutta una carrellata di gruppi: “Io sto con Putin”, appunto, “L’Italia agli italiani”, “Benito Mussolini, un uomo che ha fatto grande l’Italia”. Attivo in diverse discussioni su vari gruppi di facebook, anche cittadini, il grossetano non aveva però mai ecceduto. È vero, l’apologia del fascismo sarebbe reato in Italia ma sui social nessuno sembra farci troppo caso.

Ma di tutto questo, nel delirio di martedì sera non c’è stata traccia. Non un minimo cenno alla politica, non un inneggiare con il fucile in mano.

A Casalecci, insieme agli uomini della mobile e a quelli delle volanti sono arrivati anche gli agenti della digos, l’ufficio politico della questura. Lo sapevano che il quarantasettenne aveva una smaccata simpatia per la destra nostalgica. E quando è arrivato in questura, non ha mancato occasione per sottolinearlo: «Non sarete mica comunisti voi poliziotti? - ha chiesto - perché a volte vedo certi sbracamenti....».

La tensione, a quell’ora era già calata. E qualche battuta è anche scappata. «Tifo Lazio anch’io, sono di destra».

Ma l’aderenza al fascismo sbandierata su facebook non ha avuto nulla a che vedere con gli spari e con le urla dell’uomo. Al Duce, in quegli interminabili minuti di follia, probabilmente nemmeno ci pensava.

E nonostante non manchino foto d’epoca, offese razziste (Mario Balotelli è definito “mangiabanane”,) o immagini di partigiani impiccati, tra i post dell’uomo c’è spazio per la sua famiglia soprattutto. Per i suoi nipoti, per lo scooter a forma di Minions, per qualche aforisma che racconti di affetto e sentimento.

Ma bisogna scorrere a lungo la bacheca dell’uomo per trovare tutto questo. Le mani alzate, gli inni fascisti, le immagini dei documentari dedicati a Mussolini sono i primi a balzare sotto gli occhi. E la rabbia, tanta, per un’Italia che secondo l’uomo stava andando alla deriva. Niente di tutto questo ha scatenato quella che sembrava essere una furia cieca, un’esplosione di rabbia. E che probabilmente, nemmeno lo era, se non una gran confusione in testa tutt’ora difficile da decifrare. (f.g.)

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