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«Lezioni in videoconferenza? Già sperimentate, furono un disastro»
«Le lezioni in videoconferenza sono state un vero disastro». Il sindaco dell’isola del Giglio, Sergio Ortelli, non ha dubbi su quella che, in molte zone fuori mano d’Europa, è una soluzione adottata...
«Le lezioni in videoconferenza sono state un vero disastro». Il sindaco dell’isola del Giglio, Sergio Ortelli, non ha dubbi su quella che, in molte zone fuori mano d’Europa, è una soluzione adottata con un certo successo per consentire ai bambini di fare lezione. La videoconferenza potrebbe costituire una soluzione al problema del biennio (da 14 a 16 anni) che sull’isola non è garantito? La scuola gigliese ha fatto questo esperimento circa otto anni fa. Le lezioni venivano fatte per dei ragazzi che frequentavano l’istituto nautico. Ma i risultati sono stati, a detta di molti, disastrosi. L’esperienza è finita male a causa di difficoltà di collegamento sia al Giglio che a Porto Santo Stefano. Sono passati otto anni, la tecnologia è migliorata ma il sindaco ricorda che ora il primo problema è quello di garantire una preparazione standard agli undici ragazzi della scuola media evitando la pluriclasse. «Se – dice Ortelli – la pluriclasse può essere un momento di aggregazione, questo può avere un senso solo per alcune discipline e non per materie come l’italiano o la matematica». L'idea di poter fare delle lezioni in videoconferenza per gli studenti della scuola media Ortelli non la prende in considerazione. «Innanzitutto – dice – è necessario un tutor che mantenga l’ordine e si accerti che i ragazzi seguano le lezioni. Il problema sarebbero poi gli esercizi che i ragazzi fanno durante le ore di lezione. A distanza è un po’ diverso che avere un insegnante in classe». Insomma, l’idea per Ortelli è di quelle da non prendere nemmeno in considerazione anche perché, tiene a precisare il sindaco, «non servono che cinque insegnanti. Gli unici ad avere 18 ore sono i professori di italiano e matematica, gli altri hanno due, tre, quattro ore». (i.a.)
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