Il presidio
«Il rischio era alto, eccezionali i miei uomini»
«I miei uomini sono stati eccezionali. Hanno rischiato la vita, ma hanno mantenuto sangue freddo e hanno dimostrato di saper lavorare bene». Sono piene di gratitudine le parole del questore Massimo...
«I miei uomini sono stati eccezionali. Hanno rischiato la vita, ma hanno mantenuto sangue freddo e hanno dimostrato di saper lavorare bene». Sono piene di gratitudine le parole del questore Massimo Zanni agli uomini delle volanti, i primi ad arrivare a Casalecci, a quelli della squadra mobile e a quelli della digos che martedì sera si sono concentrati in quel piccolo spiazzo della frazione alle porte di Grosseto.
Un piazzale che ha un’unica via di fuga dove un uomo armato si era asserragliato a casa dopo aver sparato 17 colpi contro il nulla, nel giardino di casa. «È andata bene questa volta - dice - anche se abbiamo davvero rischiato la pelle. Quando ci si trova a fronteggiare criminali professionisti è più facile sapere come muoversi ma quando abbiamo a che fare con persone che sono fuori controllo il rischio è altissimo». E martedì sera a Casalecci si è sfiorata la tragedia. Sarebbe bastata una parola sbagliata, un movimento brusco. O un semplice nulla. Invece, grazie a un sovrindente che si è nascosto dietro a un cespuglio e ha osservato tutti i movimenti dell’uomo all’interno della sua casa, raccontando ai colleghi fotogramma dopo fotogramma quello che stava succedendo nell’abitazione, il questore in persona, con un agente della squadra mobile e con il genero dell’uomo, sono riusciti a farlo uscire dopo quasi un’ora di trattativa. Zanni era lì, in prima linea, con il giubbotto antiproiettile addosso. E il volto segnato dalla tensione e dalla stanchezza, quando l’uomo è stato fatto salire sull’auto della polizia. Solo allora la sua bocca si è allentata in un sorriso: «Ce l’abbiamo fatta».
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