Il Tirreno

Grosseto

Coltivano la terra da oltre vent’anni Il Comune la rivuole

di Alfredo Faetti

Lo sfratto è stato sospeso grazie all’intervento dell’avvocato Il giudice ha accolto l’istanza della coppia di pastori

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MASSA MARITTIMA. Ieri mattina il Comune ci ha provato davvero, forte della sentenza del Tar, a liberare quei terreni.

Nella campagna di Valpiana sono arrivati i carabinieri e altre forze dell’ordine, pronte a mettere in atto la decisione del giudice e a far sgomberare gli occupanti. Si tratta di una coppia di agricoltori, che in quei campi lavora da ormai una ventina d’anni: campi di proprietà del Comune, affidati a loro per lungo tempo, finché gli accordi si sono rotti e il municipio ha chiesto indietro quel che era suo.

Gli agricoltori però non si sono mai arresi, neanche ieri mattina di fronte ai militari, convinti di vantare dei diritti su quella terra. Ne hanno discusso anche con i carabinieri e solo l’intervento tempestivo dell’avvocato, che ha presentato istanza in tribunale, ha permesso di sospendere questo sfratto. Almeno per ora.

Le forze dell’ordine sono arrivate di buona mattina, con le carte del tribunale e del Comune massetano che quei terreni vorrebbe venderli, pronti a far sgomberare i campi. C’è la sentenza del Tar dell’aprile scorso a dar ragione al municipio. Ma quando gli agricoltori, pronti a portare il gregge a pascolare proprio in quel lembo di terra, hanno visto i lampeggianti non hanno voluto sentir ragioni. «Non siamo occupanti» hanno detto ai carabinieri. Stessa versione ribadita nei vari tribunali, dove hanno provato a far valere il diritto di usucapione.

Così sono andati avanti per diverse ore, muro contro muro, fin quando l’avvocato dei privati, Adriano Galli, ha presentato istanza al giudice di Grosseto, che l’ha accolta fermando l’esecuzione dello sfratto almeno fino alla discussione in udienza, in agenda per ottobre. Un altro mese di tempo, insomma, che allunga ancora di più una storia lunga dieci anni. È il febbraio del 2005: siamo nella zona del podere Poggio al Mugnaio, Massa Marittima, dove sono presenti diversi terreni a uso agricolo o d’allevamento. Per anni, sono stati dati in concessione a degli agricoltori della zona, ma arrivati a questo punto la convenzione è scaduta e il Comune non intende rinnovarla. Nei piani dell’allora amministrazione infatti c’era l’alienazione. Ma gli agricoltori non hanno voluto lasciare l’area, dando vita a una diatriba che dura tutt’oggi. Nel 2006 arriva anche la diffida ufficiale dal municipio e l’anno dopo l’azione legale, che si concluderà nel 2009 con il giudice che respinge il ricorso del Comune in quanto i privati riescono a dimostrare di aver posseduto i terreni da prima del 2008, presentazione del ricorso stesso. Vogliono far valere il diritto di usucapione. L’amministrazione però non demorde e anzi, prova ad andargli incontro, trovando un’altra area lì vicino da potergli affidare, sempre sulla base di una convenzione. Gli agricoltori però non risponderanno mai a questa proposta e allora il Comune torna alla carica nel 2013, chiedendo al Tar il rilascio della terra. La sentenza arriva a metà dello scorso aprile, ordinando ai privati di sgomberare, cosa che ieri le forze dell’ordine hanno provato a fare. Ma la decisione del giudice grossetano ha rimandato tutto, almeno di un mese.

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