Meteo
«Albegna, un bacino vulnerabile»
Sorelle morte alla Sgrilla: i periti individuano i punti deboli del territorio
ALBINIA. Non lascia dormire sonni tranquilli la relazione che i due periti incaricati dal giudice delle indagini preliminari hanno depositato nel corso dell'incidente probatorio che deve far luce sulle cause di morte di Marisa e Graziella Carletti, travolte mentre erano in auto dalla piena, alla Sgrilla.
Perché i professori Giuseppe Cantisani e Francesco Napolitano scrivono tra l'altro che il 14 ottobre 2014 «nella parte bassa del bacino contribuì a causare gli effetti osservati anche la vulnerabilità idraulica del territorio, in corrispondenza della parte terminale del fiume Albegna che, in carenza di opere strutturali, mostra una tendenza a subire inondazioni dal sistema delle acque superficiali anche per tempi di ritorno modesti». I due specialisti premettono che nella parte superiore del bacino, dove le precipitazioni sono state più intense, il tempo di ritorno è di 200 anni e dunque l'evento è stato eccezionale, mentre nel complesso del bacino il tempo è di 20 anni e dunque non è eccezionale. Quanto avvenuto nel 2014 è comunque un evento di portata minore rispetto al 2012 - era uno dei quesiti rivolti - in relazione ai livelli idrici. A proposito di rischio idraulico, Cantisani e Napolitano sono del parere che l'area adiacente al torrente Sgrilla non è tra quelle a pericolosità elevata o molto elevata, anche se successivamente la zona golenale è stata inserita in un'area Pie.
C'è poi il capitolo dei lavori progettati dopo l'evento del 2012. Ed è un capitolo altrettanto dolente. In base all'ammontare degli importi dei lavori, Cantisani e Napolitano concludono che la percentuale di quelli realizzati è solo del 37 per cento, cioè «la parte dei lavori non ancora conclusi o nemmeno appaltati è costituita dagli interventi di maggiore consistenza. Tra gli interventi non realizzati (né in fase di realizzazione) compaiono i quattro progetti principali riguardanti la piana dell'Albegna; in merito si può affermare che, se queste opere fossero state eseguite, si sarebbe mitigata l'entità delle esondazioni 2014 nella sola parte relativa alle aree golenali dell'Albegna, ma non nella parte di bacino di pertinenza dei suoi affluenti Elsa e Sgrilla». Sono stati eseguiti lavori per ripristinare le capacità dei corsi di acqua ma non per «implementare un'organica strategia di sistemazione idrologico-idraulica dell'intero bacino»: privilegiati interventi diffusi senza considerarne l'interferenza, anche se «l'omessa o limitata manutenzione dei corsi d'acqua non appare aver avuto alcun ruolo significativo nella dinamica dell'inondazione».
C'è poi il capitolo che riguarda la viabilità, quella che ha fatto parlare i familiari delle vittime di "errore", anche se le valutazioni sono state improntate alla prudenza, come quella di Francesca Stefanelli, figlia di che tutti chiamano "avvocato" anche se non esercita quella professione pur essendo laureata in giurisprudenza. La competenza sulla 74 Maremmana è della Provincia ma «anche prefetto e sindaco hanno il potere di adottare ordinanze». La strada non fu chiusa «tra Marsiliana e Manciano mentre ne fu limitato il transito nella direzione Manciano-Marsiliana, ma solo in maniera non preordinata e per iniziativa degli operatori intervenuti sul luogo».
Pierluigi Sposato
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
