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Rimborsi in bolletta Il giudice di pace dà ragione al Fiora
Dopo il referendum in due fecero causa contestando il calcolo di 37 centesimi. Ma per il tribunale l’iter è stato giusto
GROSSETO. Tre anni di attesa per vedere applicata la volontà dei cittadini, espressa con un referendum, e poi ottenere un rimborso di 37 centesimi: tutto regolare secondo il giudice di pace del tribunale di Grosseto che nei giorni scorsi ha emanato la sentenza di primo grado dichiarando cessata la materia del contendere nella causa intentata da due utenti grossetani contro Acquedotto del Fiora e Autorità idrica toscana.
La vicenda risale al giugno 2011 quando il referendum Acqua bene comune abolisce la voce della remunerazione del capitale investito (ovvero il ritorno economico per il gestore del servizio idrico) dalle bollette dell’acqua. Tutti i cittadini fin da subito non dovrebbero più pagare la quota, pari al 7% del capitale investito, ma per sei mesi continuano a farlo.
Nel frattempo, infatti, la manovra Salva Italia trasferisce dal Coviri all’Aeeg (Autorità per l’energia elettrica e il gas) le funzioni di regolazione e controllo in materia di servizi idrici. Nel passaggio si incunea il dilemma: su quale base va calcolato questo 7%? In attesa del passaggio di competenze tra Coviri e Aeeg sembra aprirsi una situazione di vuoto di potere. La stessa Aeeg, una volta insediatasi, chiede delucidazioni alla Corte dei conti.
Intanto in tutta Italia insorgono i comitati di cittadini. Per loro non c’è nessun dubbio: secondo i loro calcoli agli utenti spettano lauti rimborsi. L’attesa, insomma, non sarebbe giustificata e loro fremono per avere subito restituita la quota.
È a questo punto, in attesa dell’insediamento dell’Aeeg e della pronuncia della Corti dei conti, che due utenti grossetani si rivolgono al giudice di pace per avere i rimborsi.
Alla fine la Corte dei conti stabilisce che il 7% va calcolato sulla base dei costi effettivamente sostenuti (full recovery cost). Per l’Acquedotto del Fiora l’esborso è contenuto: facendo molti investimenti si ritrova a pagare circa 37 centesimi a utente, che arriveranno nelle bollette a partire da gennaio 2014.
Il percorso giudiziario intanto va avanti e in questi giorni il giudice si è pronunciato: poiché le modalità di calcolo sono state decise e i rimborsi effettuati «immediatamente in seguito agli atti amministrativi previsti dalla legge», il giudice riconosce la correttezza dell’operato dell’Ait e del Fiora, dichiarando cessata la materia del contendere.
«Questa della remunerazione del capitale investito è ormai una battaglia di retroguardia» dice il presidente del Fiora Tiberio Tiberi. «L’autorità sta predispondendo il secondo periodo regolatorio, da qui al 2019. Mi pare più intelligente che chi ha sostenuto queste battaglie stia dietro a quello che succede ora: l’autorità sta chiedendo a tutti i soggetti interessati di mandare le loro osservazioni sui meccanismi dei criteri di regolamentazione. È l’occasione per aumentare la sensibilità del regolatore».
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