Per i fari un futuro da hotel all’orizzonte
Tavolo tecnico a Grosseto sulle “lanterne” delle Formiche e del Giglio per stabilire i dettagli del bando ministeriale
GROSSETO. Stavolta, puntando la luce verso la distesa marina, nel loro orizzonte comincia a profilarsi sempre più nitido un futuro pieno di turisti, vacanzieri o semplici visitatori. Dopo il primo incontro a Roma, a giugno, con il ministro della Difesa Roberta Pinotti e il colonnello Paolo Andreoli della società Difesa Servizi, nei giorni scorsi si è riunito a Grosseto il tavolo tecnico per definire i prossimi passi che porteranno al bando per assegnare in concessione per cinquant’anni tre fari della provincia di Grosseto – il faro delle Formiche nel comune di Grosseto e i fari di Capel Rosso e di Punta del Fenaio nel comune di Isola del Giglio – per farne delle strutture ricettive, sportive, turistiche, sociali, didattiche o culturali.
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Al tavolo tecnico erano presenti i colonnelli Luca Andreoli e Claudio Saraceni di Difesa servizi, la società che gestisce tutto il patrimonio del ministero della Difesa, l’architetto Vanessa Mazzini, Stefano Feri del Parco nazionale dell’Arcipelago, il vicesindaco e assessore al patrimonio di Grosseto Paolo Borghi, il sindaco di Isola del Giglio Sergio Ortelli e il dirigente del settore Patrimonio del Comune di Grosseto Nazario Festeggiato.
I tre della provincia di Grosseto sono tra gli undici fari che il ministero della Difesa ha deciso di valorizzare, dandoli in concessione per cinquant’anni al prezzo simbolico di un euro. Ormai non più funzionali a esigenze di difesa, ma arroccati su scogliere mozzafiato, potranno tornare a vivere sotto forma di hotel di lusso, punti d’appoggio per attività subacquee e sportive e altro.
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Proprio per stabilirne il destino è stato convocato il tavolo tecnico. «Per quanto riguarda il faro delle Formiche, andiamo verso un turismo di élite – spiega il vicesindaco di Grosseto Paolo Borghi – Questo è l’input che abbiamo dato nel corso dell’incontro. Come Comune ci impegniamo con le procedure urbanistiche, che su questa struttura ad oggi non esistono, per rendere il faro fruibile. Lo mettiamo insomma subito a disposizione e per questo martedì porterò in giunta la lettera di intenti che manderemo al ministero della Difesa».
Anche sulla base di questa lettera il ministero elaborerà il bando per dare il faro in concessione.
E già fioccano le richieste di informazioni di imprenditori del settore alberghiero interessati al faro. «Ne abbiamo ricevute una decina – spiega Borghi – anche da imprenditori tedeschi e austriaci interessati a investire. Ma tutta l’isola, non solo l’edificio, potrà essere utilizzata».
Procedono a due velocità, invece, le pratiche per i due fari gigliesi. «Il nostro faro più appetibile è quello di Capel Rosso – spiega il sindaco di Isola del Giglio Sergio Ortelli – che è più facilmente raggiungibile e il cui percorso è già segnato».
Più a rilento vanno le pratiche per il faro di Punta del Fenaio che ricade nel territorio del Parco dell’Arcipelago. «Il Parco – spiega Ortelli – ha delle regole e deve fare degli approfondimenti». È da decidere, in questo caso, se una struttura alberghiera possa essere compatibile con un parco.
Il bando sarà aperto sia a soggetti sia pubblici che privati. E al momento sarebbero già un migliaio le richieste di informazioni arrivate per tutti gli undici fari d’Italia.
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