Il Tirreno

Grosseto

I gigliesi: «Vogliamo 32 ore di lezione»

di Ivana Agostini
Una manifestazione dei gigliesi
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Una manifestazione dei gigliesi

Ne mancano ancora sette per 11 bambini delle medie. Avanti con la protesta «finché non saranno concesse»

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ISOLA DEL GIGLIO. «Andremo avanti fino a che non ci avranno dato le ultime sette ore di insegnamento che ci spettano». Lo annuncia Barbara Galeotti, la mamma gigliese che insieme ad altri genitori dal 16 di settembre sta manifestando per il diritto allo studio degli undici bambini gigliesi della scuola media. Questi bambini sono andati a scuola solo il primo giorno. Poi sono rimasti a casa per scelta dei genitori che non hanno ritenuto opportuno mandarli a seguire lezioni che non avrebbero garantito il loro diritto allo studio.

Anche la mattina del 28 settembre i genitori si daranno appuntamento davanti alla scuola, in corteo percorreranno la strada che li porterà a Giglio Porto e lì metteranno in scena la loro protesta. Il copione è ormai collaudato: ma vogliono farsi sentire, ottenere ciò che ritengono giusto per il futuro dei loro figli. «Vogliamo tutte le 32 ore di lezione che ci spettano e non ci fermeremo fino a quando non le avremo ottenute – dice la Galeotti che è anche rappresentante di istituto del plesso gigliese».

La manifestazione sta raccogliendo sempre più consensi. «A darci manforte saranno anche i Marinai d'Italia a la Misericordia». Tutti i cittadini e anche le associazioni si schierano a fianco dei genitori: hanno capito i motivi dei loro malumori.

Anche oggi i ragazzi non andranno a scuola. Non siederanno sui banchi nemmeno quelli delle elementari. La lotta l'hanno iniziata tutti insieme e tutti uniti e compatti vanno avanti nel loro cammino. Tutti rimarranno a casa anche se gli stessi bambini cominciano ad avere voglia di tornare a studiare: anche se le vacanze sono belle, ora vogliono tornare a scuola. Anche i loro genitori capiscono l'importanza della frequenza e per questo non si arrendono. Vogliono che i loro figli abbiano la possibilità di costruirsi il loro futuro come è giusto che sia, in una scuola dove non contino solo i numeri.

La mattina del 28 settembre quindi, ancora una volta, prenderanno i loro striscioni e grideranno le loro richieste. Solo sette ore di lezione li separano dal ritorno alla normalità. Le proteste del Giglio sono comprese anche dalla politica, dal sindaco Sergio Ortelli, che si è anche unito al gruppo in alcune occasioni, dall'opposizione e da altri gruppi politici come il Movimento 5 Stelle.

Il diritto allo studio non ha colore politico: è un diritto. E gli isolani non si fermano. Una volta centrato l'obiettivo delle ore che mancano alla scuola media lotteranno perché la legge dei numeri sulle isole non valga.

Così insieme alle altre isole minori stanno organizzando una manifestazione per cercare di difendere i loro diritti. Lo faranno perché sono pronti a tutto, perché non vogliono far morire le loro isole. Lo faranno per per il futuro dei loro ragazzi.

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