Isgrec: «È questione morale, non politica Quelli erano uomini contro la guerra»
«Chiedere che non venga venduta la scuola di Maiano Lavacchio è una questione morale, non politica». Lo dice Luciana Rocchi, direttrice dell’Isgrec, ricordando che i morti fucilati erano «italiani,...
«Chiedere che non venga venduta la scuola di Maiano Lavacchio è una questione morale, non politica». Lo dice Luciana Rocchi, direttrice dell’Isgrec, ricordando che i morti fucilati erano «italiani, non comunisti, socialisti, popolari o azionisti. Erano uomini contro la guerra». Rocchi li nomina uno per uno: Mario Becucci, Antonio Brancati, Rino Ciattini e Attilio Sforzi, Alfiero Grazi, Silvano Guidoni, Corrado ed Emanuele Matteini, Alcide Mignarri, Alvaro Minucci, Alfonso Passananti. «La loro memoria – dice Rocchi – appartiene a tutti. La responsabilità di preservare e consegnare al futuro il luogo dove i grossetani, insieme ai maglianesi e a molti altri si riuniscono ogni 22 marzo per onorare la memoria degli undici ragazzi non ha confini né geografici né di schieramenti». Rocchi a marzo chiede all’amministrazione di Magliano di trasformare in luogo della memoria la scuola e sistemare l’esterno.
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