Due proposte di raccolta fondi per riqualificare l’intera zona
GROSSETO. «Quante volte abbiamo sentito belle parole nelle commemorazioni del 25 aprile e nel ricordo delle tante stragi perpetrate dai fascisti nella nostra provincia. Quelle parole rischiano di...
GROSSETO. «Quante volte abbiamo sentito belle parole nelle commemorazioni del 25 aprile e nel ricordo delle tante stragi perpetrate dai fascisti nella nostra provincia. Quelle parole rischiano di rimanere concetti vuoti se restiamo inermi davanti a quello che sta succedendo a Magliano».
Lo scrive Christian Sensi, presidente provinciale dell’Arci. «La decisione di vendere la scuola di Maiano Lavacchio – spiega Sensi – è una scelta che dobbiamo con coraggio definire scellerata; anche se la motivazione fosse di stampo puramente economico essa non sarebbe una valida giustificazione. Non possiamo svendere il passato solo per le difficoltà economiche del momento. Bene quindi la raccolta di firme, ma vogliamo fare di più, togliere ogni alibi a chi deve vendere. Noi come Arci ci impegniamo a lanciare una sottoscrizione popolare per acquistare la scuola, per farla diventare un luogo della memoria, ma non un monumento al passato, un luogo attivo dove tutte le associazione democratiche e antifasciste possano lavorare per condividere certi valori».
Fausto Bandinelli, ex segretario comunale del Pd di Magliano, ha la famiglia che proviene dai luoghi dell’eccidio: «Risiedevamo al podere la Sdriscia, proprietà della famiglia degli sventurati fratelli Matteini. Per amore di verità va detto che la scuola in cui avvenne il processo farsa a opera dei nazifascisti si svolse all’interno dell’edificio dove ora sorge la sala Andrei e non nell’immobile oggetto della discussione. Ovviamente dal punto di vista del valore simbolico nulla cambia… Ecco perché chiedo all’amministrazione di fare un passo in avanti e impegnarsi, con altre istituzioni a trovare i fondi per ristrutturare l’immobile». (g.b.)
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