Il presidio
I gigliesi ancora in piazza per difendere la loro scuola
ISOLA DEL GIGLIO. Hanno detto «tutti a casa» e tutti a casa sono rimasti. Gli studenti dell'isola del Giglio ieri hanno fatto sciopero disertando le lezioni per chiedere una scuola che dia loro gli...
ISOLA DEL GIGLIO. Hanno detto «tutti a casa» e tutti a casa sono rimasti. Gli studenti dell'isola del Giglio ieri hanno fatto sciopero disertando le lezioni per chiedere una scuola che dia loro gli stessi diritti che riconosce a chi studia sulla terra ferma. “Senza la scuola l'isola muore” è lo slogan che hanno usato dall’inizio della protesta. E lo hanno gridato per tutta la scorsa settimana.
Ieri invece è stato il giorno del silenzio. Un silenzio che i gligliesi sperano serva a far riflettere le istituzioni perché sull'isola non si applichi la legge dei numeri, ostili alla loro realtà perché gli alunni della scuola media sono solo undici. «Pochi – ammette anche il sindaco Sergio Ortelli – ma non per questo senza il diritto di studiare». Gli undici alunni delle medie vogliono il diritto a studiare sull'isola e a farlo per tutti i dieci anni per i quali è prevista l'obbligatorietà scolastica che invece sull'isola è garantita solo fino ai 14 anni. Gli isolani sono decisi più che mai a non mollare e oggi torneranno in piazza per far sentire le loro grida di protesta. Non demordono. Sono tutti uniti per cercare di ottenere nulla di più che il diritto per i loro figli a studiare sull'isola, per difendere quell'identità isolana di cui sono fieri e che non vogliono perdere. (i.a.)
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