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Divieto di balneazione causato dalle fogne
Il sindaco: la morìa di pesci in laguna non ha nulla a che fare con i parametri rilevati ad Ansedonia
ORBETELLO. «Il divieto di balneazione ad Ansedonia potrebbe essere un problema legato alle fogne». Lo dichiara il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, che si è subito attivata insieme all'ufficio ambiente, all'ufficio lavori pubblici, alla polizia municipale, all'Arpat, alla Capitaneria e ad Integra perché vengano individuate le cause che hanno portato al divieto.
Una interdizione che è scattata in seguito ad un prelievo effettuato lo scorso 14 di settembre che ha rilevato la presenza di una concentrazione elevata di enterococchi intestinali.
Non ci sarebbe, quindi, nessun legame fra il divieto di balneazione e la laguna di Orbetello. Il sospetto, all’amministrazione comunale, era venuto. Ma la causa della presenza di quei batteri in acqua ad Ansedonia non è riconducibile a quello che è successo qualche settimana fa in laguna, quando la mancanza di ossigeno ha ucciso migliaia di pesci.
Per quanto riguarda questa, i dati delle sonde multiparametriche, mercoledì 16 settembre, hanno registrato nella laguna di ponente stando a quanto riportato dal Comune, «una concentrazione di ossigeno disciolto che si è mantenuta sempre su valori positivi. Anche nella laguna di levante, sempre il 16 settembre, la concentrazione di ossigeno disciolto si è mantenuta, come la settimana precedente, su valori positivi».
A fare prelievi nella laguna anche il biologo Mauro Lenzi che qualche giorno fa è andato a campionare il sedimento. «A levante – dice il biologo - non ci sono assolutamente alghe. Si possono trovare le fronde delle fanerogame portate dal vento. Le acque sono di un colore lievemente verde per una fioritura di microalghe, che è un evento, questo, che tipicamente segue le distrofie (gli episodi di solfato-riduzione ed anossia che si sono verificati a luglio».
Una situazione che è ormai sotto controllo nonostante la preoccupazione di vedere nella zona della spiaggetta una schiuma biancastra arrivata sull'asfalto buttata lì dal forte vento. Schiuma che ha subito fatto pensare il peggio a chi si è trovato nei giorni scorsi lì di fronte.
«Le schiume - dice Lenzi - sono una condizione dovuta all'elevato carico di sostanza organica disciolta (è tipico degli stagni e delle lagune esserne ricchi). Gli acidi grassi delle sostanze organiche a ph alcalino dell'acqua marina saponificano, quindi riducono la tensione superficiale e si producono le schiume. E' sempre stato così. Quante volte si sono viste schiume dense attraversare la diga con il vento forte di scirocco? Possibile che la gente non ne abbia più memoria». (i.a.)
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