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Dall’Amiata il disegno di legge per coltivarla

Dall’Amiata il disegno di legge per coltivarla

Processato per le 79 piante di erba fu assolto: «Motivi religiosi», scrisse il giudice nella sentenza

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SANTA FIORA. “Hanta Yo” nella lingua dei Sioux significa "che spiana il cammino". Loro, il cammino sulla strada di una comunità spirituale dove il subconscio poteva raggiungere uno stato di meditazione che li rendesse migliori come persone, lo avevano cominciato in un borgo in mezzo al bosco di Santa Fiora. Dove avevano coltivato 79 piante di canapa indiana. Arrestati, processati. Assolti. Da allora di anni ne sono passati cinque. Ma l'ascia di guerra contro chi non permette loro di coltivare marjiuana, hanno deciso di disseppellirla. E di fondare, appunto, un'associazione che si chiama "Ascia" e che lavora per la sensibilizzazione all'utilizzo della canapa indiana autoprodotta. Per rendere libera la coltivazione domestica dell'erba. «La nostra associazione - spiega Giancarlo Cecconi - ha presentato una proposta di legge al Movimento 5 Stelle per l’autoproduzione di cannabis che è stata sottoscritta da 218 parlamentari e che ora deve essere calendarizzata per essere discussa. Siamo stati anche al parlamento europeo per rivendicare questo diritto». I soci dell’Ascia, oggi, sono più di 800, sparsi in tutta Italia.

Sull’Amiata, Cecconi coltivava marjuana. Erba utilizzata per fumare la pipa davanti al fuoco, per celebrare una forma di spiritualità indiana che le mettesse in contatto con la natura e con loro stessi.

Da quella comunità erano passati sciamani dal nord e dal sud America a celebrare riti.

Non sono spacciatori e non sono criminali. E la stessa cosa la pensò il gip Pietro Molino, quando, durante il processo alla comunità indiana dell'Amiata quando assolse tutti gli imputati. «In quell'occasione ci fu fatto presente che questa assoluzione non sarebbe stata ripetibile - spiega Cecconi - e che quindi avremmo dovuto smettere di coltivare canapa». Il giudice sottolineò, in quella sentenza, il fatto che i componenti della comunità di Santa Fiora avevano coltivato marijuana per scopi religiosi. «Per noi è come un’ostia», avevano detto al processo.

Ora la battaglia di Cecconi è quella portata avanti dalla sua associazione, che tra qualche settimana debutterà anche con qualche cannabis point a Roma, per spiegare il disegno di legge presentato dai 5 Stelle. (f.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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