Il presidio
Tentativo di estorsione e minacce Pena di 21 mesi
GROSSETO. Un anno e 9 mesi (pena sospesa) per minacce, violenza privata e tentata estorsione. Assoluzione per la rapina aggravata. Il giudice Sergio Compagnucci ha mitigato le richieste del...
GROSSETO. Un anno e 9 mesi (pena sospesa) per minacce, violenza privata e tentata estorsione. Assoluzione per la rapina aggravata. Il giudice Sergio Compagnucci ha mitigato le richieste del sostituto procuratore Giuseppe Coniglio (2 anni e mezzo più 1.000 euro di multa) per Michael Magnani, 23 anni, imputato per quanto avvenuto tra il marzo e il maggio 2010 a Grosseto, quando avrebbe minacciato una ragazza e ne avrebbe inseguito un altro, cui avrebbe tagliato la strada che sarebbe stato anche nel mirino di un tentativo di estorsione. Magnani è stato anche condannato a versare 10mila euro alla ragazza e 5mila al ragazzo, costituitisi parte civile con l'avvocato Giuseppe Nicosia.
Lo sfondo sul quale si è mosso il processo, con molte difficoltà e zone comunque rimaste sfumate, erano i guai in cui un gruppetto si era infilato anni addietro per una serie di scippi alle donne in bicicletta. Lui, il maggiorenne, individuato dalla polizia, aveva confessato: «Io guidavo il motorino, con me c'era Michael Magnani», che all'epoca era minorenne. Magnani era sotto accusa per i reati che avrebbe commesso ai danni dell'allora complice. «Avete fatto gli infami e ora verrò io con gli albanesi e ammazzerò tutta la famigllia, infami spioni...» e minacce di morte. Vi sarebbe stata una sorta di vendetta, insomma, dietro gli episodi che hanno indotto ad aprire il processo. Magnani avrebbe preso di mira l'ex complice e la ragazza. L'avrebbe prima minacciato e l'avrebbe costretto a consegnargli un giubbotto tipo bomber, color verde militare. Ma da questa accusa è stato prosciolto, come aveva sollecitato lo stesso pm.
La condanna riguarda invece le minacce rivolte alla ragazza («scappate pure, tanto io e gli albanesi vi ammazziamo») e quelle di morte più volte al ragazzo. L'ex complice, a bordo di uno scooter, si sarebbe visto tagliare la strada da Magnani in auto, che l'avrebbe fermato tra via De Pretis e via Matteotti. Infine, l'episodio di tentata estorsione di cui Magnani sarebbe stato autore con lo scopo di farsi dare 100 euro: «Se non ce l'hai vuol dire che mi dai il cellulare. Vedrai che li ammazzo, te lo giuro sulla testa della mia mamma. Quando ti acchiappo da solo, ti faccio male». La richiesta di denaro non sarebbe comunque andata a buon fine.
Anche questo tentativo di estorsione è stato lungamente contestato dal difensore, l'avvocato Adriano Galli. Il quale ha sostenuto che non si trattava di una ripicca e che l'amico si era assunto piena responsabilità dell'episodio che avrebbe originato il processo.
(p.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google