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Gli esperti di parte civile «Alla guida c’era Bongini»
Incidente mortale a Valpiana del 2010, le relazioni dei consulenti Massa e Norelli Il giudice ha dichiarato chiuso il dibattimento: la sentenza è attesa fra un mese
MASSA MARITTIMA. Gli esperti nominati dalla famiglia di Simone Bertelli sono più che convinti: non poteva che esserci Luca Bongini alla guida della Golf nella quale Simone perse la vita dopo essere uscita fuori strada e capottata. Ne sono convinti perché in questa direzione portano gli accertamenti sulla dinamica e medico-legali. Uno su tutti: le gravissime lesioni riportate da Simone sulla parte destra del corpo, effetto dell'impatto contro le strutture interne dell'auto; se Simone fosse stato alla guida, sulla parte destra non avrebbe avuto che poche contusioni, effetto dell'urto contro il corpo di Luca eventualmente seduto accanto.
Se questa sia la verità oppure se Bongini fosse realmente seduto sul sedile del passeggero lo dovrà stabilire il giudice Sergio Compagnucci, che ieri ha chiuso il dibattimento sull'incidente avvenuto il 13 marzo 2010 a Valpiana e ha dato appuntamento a fine ottobre per le conclusioni e la sentenza per l'accusa di omicidio colposo. Bongini, 34 anni, assistito dagli avvocati Nunzio Veninata e Francesco Amerini, non si farà interrogare. Dopo che in precedenza il giudice aveva ascoltato il perito del pm (il genetista Gustavo Caldora che tra l'altro, rilevando il dna del sangue sull'airbag passeggero, aveva concluso che lì era seduto Bongini), ieri è stata la volta dell'ingegner Massimo Massa e del professor Gian Aristide Norelli, entrambi citati dagli avvocati Riccardo Lottini e Alessandro Antichi parte civile per i genitori di Simone, Daniele e Anna Rita, anche ieri presenti). Il primo ha di fatto sostenuto che la dinamica dell'incidente, con l'urto contro la ruota destra della Golf contro le strutture presenti nel fossato, e le lesioni riportate dalla vittima sono compatibili con il fatto che quest'ultimo fosse sul sedile passeggero: in particolare quelle del cranio, compatibile con "l'intrusione da schiacciamento del montante anteriore destro determinata dalla fase di rollover", cioè del capottamento (dopo l'attivazione dell'airbag). Il corpo di Simone sarebbe stato sottoposto a una forza pari a 42 volte il suo peso. E il sangue di Bongini sull'airbag passeggero? Potrebbe essere stato lasciato dallo strusciamento di Bongini contro le strutture dell'auto, per uscirne una volta che si era capovolta, secondo lo specialista. Escluso che vi sia stato un slittamento in avanti del sedile, proprio a causa della traiettoria seguita dalla Golf: ciò in relazione al fatto che i due amici avevano altezze differenti, Bongini 1,75 e Bertelli 1,90, e che i sedili erano stati trovati uno più avanti (guida) e uno più indietro (passeggero). Le conclusioni di Massa sono comunque state oggetto di alcune osservazioni da parte del sostituto procuratore Giuseppe Coniglio.
Tipiche poi, secondo il professor Norelli, sono le lesioni che riporta il conducente in caso di incidente: alle braccia, per effetto dell'impatto contro il volante, alle gambe e alle ginocchia. E Bongini aveva riportato proprio lesioni come quelle, notano le parti civili. E anche se per Norelli non è possibile stabilire, sulle carte da lui esaminate, da cosa siano state determinate le lesioni di Bertelli, molti indizi possono essere ricavati dalle macchie di sangue.
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