La carica dei 28.000 Prima campanella tra scioperi e novità
Da un lato i sindacati pronti a mobilitarsi contro la riforma Dall’altro gli auguri del vescovo: «Un sussulto di entusiasmo»
GROSSETO. Suonerà questa mattina la prima campanella nelle cento scuole della provincia di Grosseto, inconfondibile segnale di inizio del nuovo anno scolastico. Di nuovo zaino in spalla per circa 28.000 studenti ricompresi tra infanzia (quello che un tempo si chiamava asilo, scuola materna – circa 3.850 piccoli), la cosiddetta primaria (le ex elementari – 8.750 spalmati su 455 classi), la secondaria di primo grado (le medie 5.500 – 262 classi) e la secondaria di secondo grado (gli istituti superiori – 9.750 – circa 460 classi). Numeri in linea con quelli dell’anno scolastico 2014-2015.
Mobilitazione sindacale. Il debutto della “Buona scuola” di Renzi dovrà fare i conti, anche in Maremma, con la mobilitazione indetta dai sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals, Gilda e Cobas, che in ogni città hanno convocato assemblee del personale e manifestazioni, a cui parteciperanno anche organizzazioni studentesche e alcuni dirigenti scolastici, nel solco di quanto già sottolineato nei mesi scorsi. «Una iniziativa – scrivono i sindacati – non contro gli studenti ma a favore di una scuola migliore. Assemblea che non sarà solo una protesta ma soprattutto un momento di confronto su come ovviare ai danni che la riforma potrebbe portare».
Nell’occasione sono state elencate alcune criticità sulle quali si basa la mobilitazione: i docenti precari esclusi dalle assunzioni pur avendone i titoli, i tagli al personale Ata e i limiti alla loro sostituzione imposti dalla Finanziaria, i rischi di conflittualità derivanti dalla nuova figura del cosiddetto super-preside e quelli di ritrovarsi criteri di valutazione dei docenti e qualità delle scuole a macchia di leopardo.
La buona notizia. Nelle scuole superiori della provincia di Grosseto sono stati collocati di recente 230 banchi e 230 sedie nuovi di pacca. Attrezzature belle e di qualità che il Reggimento Savoia Cavalleria ha ceduto alla Provincia in cambio di materiale di consumo per gli uffici. Un esempio di “nuova economia” nata in tempi di crisi in cui le risorse pubbliche vengono razionalizzate e ottimizzate trasferendo beni dove sono necessari.
Il baratto virtuoso si basa su una convenzione stipulata dal presidente della Provincia Emilio Bonifazi e il comandante del Reggimento Enrico Balduani ed è stato promosso dal preside dell’Istituto Leopoldo II di Lorena, Alfonso De Pietro. Gli arredi sono stati collocati negli istituti superiori che ne hanno fatto richiesta. Contemporaneamente la Provincia ha consegnato una prima fornitura di toner per stampanti agli uffici del Reggimento.
Il sindaco e presidente. Primo cittadino, presidente della Provincia e insegnante, Emilio Bonifazi conosce bene il mondo della scuola: «Al momento non mi risultano problemi particolari legati a edilizia scolastica o carenze di organico. Piuttosto si sta sviluppando un vivace dibattito partire dalla riforma tanto attesa. Non è mia intenzione entrare adesso nel merito di scelte così delicate. I cambiamenti portano con sé dubbi e timori; servirà del tempo per capire e per fare un bilancio. Quello che invece mi preme in questo momento è mandare agli studenti e agli insegnanti l’augurio di una stagione scolastica piena di gratificazioni e obiettivi raggiunti, allargandolo alle famiglie, al personale ausiliario della scuola, alle istituzioni chiamate a garantire il buon funzionamento tanto per la didattica, quanto per la logistica». Auguri agli studenti e agli insegnanti sono arrivati anche dai sindaci di Orbetello, Monica Paffetti, e di Capalbio, Luigi Bellumori.
Le parole del vescovo. E nei giorni scorsi anche il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni ha inviato un breve saluto ai dirigenti delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado del territorio diocesano. Ecco cosa scrive: «L’impegno educativo e formativo coinvolge tutti ed è un investimento che, specie in questi tempi di difficoltà economiche, chiede a tutti un supplemento di dedizione e di coinvolgimento. Per questo vorrei inviare a tutti il mio augurio, la mia stima e la mia fiducia in un sussulto di entusiasmo per l’avventura più bella: la crescita, l’apertura della mente, la conoscenza, la preparazione alla vita, il lavoro umano di quanti in essa collaborano». Il vescovo ricorda come «la scuola può dare molto, siate esigenti e generosi nell’impegno».
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