Il Tirreno

Grosseto

Bianciardi, storie, architetture: oggi si comincia così

di Francesca Ferri
Luciano Bianciardi
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Luciano Bianciardi

L’arena comincia a riempirsi. Di idee, di proposte, di riflessioni, di contributi. Mercoledì 16 settembre alle 18.30 l’area spettacoli del Cassero Senese di Grosseto ospita il primo incontro-conversazione di “Arena...

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L’arena comincia a riempirsi. Di idee, di proposte, di riflessioni, di contributi. Mercoledì 16 settembre alle 18.30 l’area spettacoli del Cassero Senese di Grosseto ospita il primo incontro-conversazione di “Arena Tirreno-Reinventare Grosseto”. Tutti sono invitati a discutere insieme sul presente e sul futuro della loro città.

Il Tirreno in questi giorni ha fornito alcuni spunti, esempi di luoghi storici caduti in disuso e in cerca di una nuova identità: dalle Mura Medicee ai palazzi del centro come l’ex cinema Marraccini, l’ex biblioteca Chelliana, l’ex ospedale. Dagli edifici oltre la cerchia muraria, come l’ex orfanotrofio Garibaldi e l’ex Foro Boario, fino agli ex spazi industriali del passato recente, come l’ex Mabro, e remoto, come Ponte Tura.

Oggi al Cassero ognuno ha l’occasione di dire la sua. A partire dagli ospiti dell’incontro-conversazione, intitolato “La città vuota. Un patrimonio in cerca di vita – Viaggio nei luoghi magnifici e disabitati di Grosseto”, che sarà moderato dal caposervizio della redazione grossetana del Tirreno, Emilio Guariglia. Partecipano l’architetto Giuseppe Chigiotti (Politecnico di Milano, curatore del Museo del design), l’architetto Pietro Pettini (presidente dell’Ordine degli architetti di Grosseto), la storica Luciana Rocchi (direttrice dell’Isgrec) e Loriano Valentini (presidente della Fondazione Grosseto Cultura). Protagoniste della riflessione, accanto agli altri “ex” luoghi, saranno le Mura Medicee, che fino a cinquant’anni fa pulsavano di commerci, attività artigiane e socialità e oggi sono vuote e spesso in balia dei vandali.

GIUSEPPE CHIGIOTTI

«Le Mura oggi, estranee alla città»

L’intervento dell’architetto Giuseppe Chigiotti muoverà da una domanda-riflessione: le Mura sono una parte strutturale della città, hanno disegnato Grosseto; perché, dunque, oggi sono diventate così estranee alla vita della città? «Io, come molti, sono cresciuto sulle Mura – spiega Chigiotti – abitavo in via Tripoli e mi sono formato sulle Mura, da quando mi ci portavano in passeggino ai primi baci. Oggi non vado più sulle Mura, ma non perché abbia paura: semplicemente non mi viene in mente. Ora, le Mura sono una parte strutturale della città; prima di parlare del loro passato e del loro futuro, bisognerebbe interrogarsi sul passato e sul futuro di Grosseto. A partire dalla domanda: perché le Mura sono distanti dalla vita di questa città?».

PIETRO PETTINI

«Una Fondazione e niente parcheggi»

Per l’architetto Pietro Pettini non esiste un’unica «idea geniale» che risolva il problema delle Mura medicee. «La questione – spiega – si risolve affrontandola da più punti di vista: urbanistico, economico, sociale». L’approccio di Pettini è in due momenti: dentro la cerchia muraria e fuori. «La città “di dentro” – spiega Pettini – ha il problema del circuito murario che per me si risolve con una Fondazione, che non sia un carrozzone ma una struttura flessibile, e dia supporto all’amministrazione comunale. Per il centro storico gli obiettivi da raggiungere sono aumentare le persone che ci vivono e aiutare il commercio». Pettini propone anche di togliere i parcheggi e le soste a ridosso delle Mura, fatta eccezione per quelli necessari agli abitanti, e di curare l’arredo urbano. Per l’area fuori dal centro, invece, l’architetto propone di dare ai singoli quartieri servizi e strutture e impedire la riconversione in appartamenti dei grandi contenitori esterni.

LUCIANA ROCCHI

«Non più capoluogo di provincia»

Non proposte, ma una visione d’insieme dei problemi della città è quella che porterà Luciana Rocchi. «Come Isgrec – spiega – non abbiamo specifiche proposte su specifici temi. Non sono un architetto e non ho competenze tecnicamente spendibili sul piano della progettualità. Il mio è un punto di vista di chi ha vissuto e vive la città. La mia necessità è quella di una visione d’insieme, della città come un luogo complessivo. Non si può dire: “Qui farei questo”, senza sapere cosa verrà fatto accanto». Una panoramica su Grosseto che tiene conto non solo dello spazio ma anche del tempo, e del destino che aspetta la città in futuro. «Con la scomparsa delle Province Grosseto non sarà più capoluogo di provincia: cosa sarà?», chiede Rocchi.

LORIANO VALENTINI

«Proposta particolare per le Mura»

La definisce «vecchia città nuovamente cresciuta», Loriano Valentini, che vede in Grosseto una città diversa da tutte le altre della stessa dimensione, perché cresciuta in modo impetuoso dal Dopoguerra. A differenza degli altri interlocutori presenti oggi, Valentini ribalta la prospettiva. «Il centro storico è molto piccolo rispetto al resto della città e questo presuppone una riflessione molto attenta per evitare che si carichino di significati cose che poi non li hanno». Eppure anche la sua attenzione alla fine si sofferma sulle Mura per le quali annuncia per oggi una «proposta particolare».

FONDAZIONE BIANCIARDI

Omaggio fotografico a Bianciardi

Prima dell’incontro-conversazione, alle 17,30 nella piazza d’Armi del Cassero, la Fondazione Bianciardi presenta il libro “Luciano Bianciardi. I luoghi, il tempo, le parole”, di Massimiliano Tursi (ExCogita), un omaggio fotografico e non solo sulle tracce di un uomo, di uno scrittore importante, dimenticato, riscoperto e ora particolarmente attuale, attraverso i luoghi legati alla sua vita e alle sue opere caratterizzate spesso dalla forte componente autobiografica.

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