Il Tirreno

Grosseto

La costa è ancora soffocata dalla legna

di Elisabetta Giorgi
La costa è ancora soffocata dalla legna

Devastata dalla piena, la zona verso Bocca d’Ombrone rientra nei confini del Parco. E le ruspe non possono intervenire

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PRINCIPINA A MARE. Una colossale distesa di legna devasta tuttora una parte di costa grossetana. Tonnellate di tronchi marci, spiaggiati lungo chilometri di litorale dopo la piena dell’Ombrone, non sono stati ancora rimossi e si allungano all’orizzonte come un enorme sito di stoccaggio a cielo aperto.

Dove siamo? A Principina a mare, in una zona finora sfuggita alla “geografia” degli operatori e al colossale intervento di pulizia messo in atto da ruspe e trattori comunali. È la lunghissima (ex splendida) spiaggia libera che si allunga dall’ultimo stabilimento balneare verso Bocca d’Ombrone. Un’area in cui l’imponente intervento di bonifica zia si annuncia quasi impossibile per una serie di vincoli. La zona rientra nel Parco della Maremma e bisogna capire come intervenire. Quel che è certo è che si dovrà farlo “a mano”, perché qui le ruspe sono vietate.

Se Marina di Grosseto è praticamente tornata alla normalità dopo la disastrosa ondata di piena che ha trascinato detriti dal versante senese, questa zona è invece sospesa nella terra di nessuno. Se gli amministratori plaudono soddisfatti al proprio intervento di pulizia spiegando che l’emergenza altrove è finita, questa chilometrica fascia di costa è invece - dal 24 agosto - ancora inghiottita da legname, tronchi e rami di tutti i tipi. Qui le operazioni di pulizia non sono mai partite né ancora pianificate. E nessuno finora ne ha parlato.

Il tratto in questione è peraltro carissimo a grossetani e turisti e celebre per le capanne di legna che, per decenni trasportate dal mare, sono state via via costruite dai bagnanti con sottili e raffinati incastri che hanno costruito ne tempo un magico. quanto insolito piccolo villaggio diffuso. Ora legna nuova e marcia si è aggiunta ai resti del passato e il fascino della spiaggia dal sapore primitivo è andato perduto.

Tra l’altro gli effetti della piena non sono ancora finiti. Ogni giorno qui (come altrove) arrivano altri tronchi e pure ieri, di buona mattina, un gigantesco tronco galleggiava placido a 5 metri dalla riva mentre altri ancora si affacciavano all’orizzonte.

Da qua i turisti se ne stanno praticamente andando, ma c’è qualche pescatore “speciale” che resiste; come Adino Guidoni, classe ’24, andato a pesca col figlio Alfredo. Entrambi tirano fuori un branzino. Dietro di loro è un panorama catastrofico. «Ma davanti abbiamo il mare», dice il 91enne Adino.

Questo lungo tratto di costa è così da 16 giorni. Giuseppe Monaci, assessore municipale ai lavori pubblici, spiega che la zona rientra nel Parco della Maremma e che come Comune «possiamo anche intervenire noi coi nostri mezzi - dice - ma abbiamo bisogno dell’input del Parco della Maremma».

Lucia Venturi, presidente del Parco, risponde a sua volta che «i nostri uffici hanno fatto un sopralluogo e verificato che in effetti la situazione è così. Finora il Comune è stato impegnato a pulire altre zone; passato questo momento ci metteremo d’accordo per intavolare una strategia di pulizia. Noi non abbiamo i mezzi», dice. Ma non sarà facile: «si tratta di capire come organizzarsi».

L’area, che tra l’altro è un Sic, sito di interesse comunitario, vieta ogni intervento con mezzi meccanici. «Ciò significa - prosegue Venturi - che in questa zona non potremo operare con le ruspe com’è stato fatto a Marina e nella altre zone di Principina a mare. Dunque potremo arrivare fin lì con i trattori, ma poi saremo costretti a tagliare a mano la legna (ci sono anche colossi di qualche tonnellata) e sempre a mano caricarli nei trattori».

Non appena finiti i lavori urgenti nelle altre zone di competenza comunale, il Comune potrà incontrarsi col Parco per capire come sarà possibile pulire la costa. Un intervento che si annuncia ciclopico. E soprattutto lunghissimo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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