Il Tirreno

Grosseto

la replica

«Il conflitto d’interessi c’è ma il vero guaio sono i fondi»

«Il conflitto d’interessi c’è ma il vero guaio sono i fondi»

GROSSETO. «È una delle situazioni che si stanno verificando con sempre più frequenza: quando si hanno più incarichi, presi per legge, si creano conflitti di interesse. Ma il conflitto di interessi è...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «È una delle situazioni che si stanno verificando con sempre più frequenza: quando si hanno più incarichi, presi per legge, si creano conflitti di interesse. Ma il conflitto di interessi è davvero l’ultimo dei problemi». Per l’ordinanza fatta e annullata, perché emanata da lui stesso – in veste di sindaco – e rivolta sempre a lui – in veste di presidente della Provincia – il sindaco Emilio Bonifazi un po’ la prende a ridere, un po’ è serissimo e preoccupato.

«Il conflitto di interessi c’è dal momento che, se è la stessa persona a emanare un’ordinanza e a doverla eseguire, controllore e controllato diventano la stessa persona», spiega Bonifazi. Errore ammesso, dunque.

«Il problema – prosegue – è però ciò che ha portato al doppio incarico, assunto, va precisato, ovviamente per legge».

Il doppio incarico, spiega il sindaco, è il risultato estremo della trasformazione degli enti provinciali i quali, negli ultimi anni, hanno subito tagli di risorse, personale e amministratori.

«Più che tagli sono prelievi – spiega Bonifazi – e i numeri parlano da soli. Nel 2015 la Provincia di Grosseto ha riscosso 23 milioni di euro dai cittadini; a seguito del taglio di un miliardo di euro previsto a livello nazionale la Provincia ne deve dare 8 allo Stato. Nel 2016 il prelievo da parte dello Stato sarà di 16 milioni circa e nel 2017 andrà ancora peggio». A differenza dei Comuni, le Province non possono mettere nuove tasse. «Ad oggi – dice Bonifazi – non è stata trovata alcuna forma di compensazione per quello che è stato tolto alle Province. Quindi se va avanti questo discorso le Province non andranno più avanti».

E il quiproquo dell’ordinanza? «Può succedere anche se c’è una strada provinciale dissestata o una scuola cadente – dice Bonifazi – Anche in questi casi il Comune deve fare un'ordinanza alla Provincia. Ma ciò che deve preoccupare non è tanto il conflitto di interesse tra chi emana l’ordinanza e chi la riceve. A questo si può rimediare. Il problema è che la Provincia per fare questi interventi non ha più risorse». (f.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino