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Grosseto

I feriti sono gravi ma stabili, rsu a raccolta

I feriti sono gravi ma stabili, rsu a raccolta

Bolognini e Marconi sono ricoverati a Siena. Convocato per martedì l’esecutivo dei sindacati di base

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GROSSETO. All’ospedale Le Scotte di Siena la nottata è trascorsa bene per Riccardo Bolognini e Roberto Marconi, il medico e l’infermiere rimasti gravemente feriti durante la discesa con il verricello dall’elisoccorso Pegaso.

Bolognini, 56 anni, è stato operato alle gambe ed è ricoverato in ortopedia. Una gamba, in particolare, è molto malconcia e l’uomo dovrà essere sottoposto a un secondo intervento. Sembra scongiurato il pericolo che possa perderla. Marconi, 57 anni, ha invece riportato gravi danni alla colonna vertebrale: operato in neurochirurgia, è stato ricoverato in rianimazione. Entrambi svegli, ieri mattina hanno potuto ricevere visite e telefonate.

«Un decorso normale per entrambi», spiega il coordinatore infermieristico del 118, Vanni Pastorelli, che ieri c’ha scambiato qualche battuta. «A Marconi, con cui ogni tanto abbiamo qualche discussione per lavoro, gli ho detto: “Torna presto, sennò non so più con chi prendermela”».

La preoccupazione per le loro condizioni di salute resta profonda nei colleghi grossetani, soprattutto per Marconi: i danni da lui riportati possono subire delle fluttuazioni, che tutti sperano siano positive.

I colleghi adesso vogliono chiarezza sull’incidente, il terzo in quattordici anni subito dall’elisoccorso grossetano.

Pegaso 2 compie una media di 900 missioni all’anno. La possibilità di operare a bordo è facoltativa per il personale medico e infermieristico. Chi accetta di salire viene preparato con un lungo percorso di addestramento e due o tre richiami all’anno con il percorso alpino.

«L’obiettivo – spiega Pastorelli – è avvicinarsi il più possibile al punto in cui si trova la persona da soccorrere. Anche cento metri possono fare la differenza, poiché il materiale da portare è molto, i soccorritori sono imbracati. A volte si decide di calarsi col verricello, invece di atterrare direttamente, perché l’elicottero quando è a terra muove molto il terreno. Se invece resta in aria fa meno turbamento».

È forse questo il motivo per cui mercoledì, nella campagna di Sassofortino, si è deciso di utilizzare il verricello.

L’Rsu degli infermieri ha convocato per martedì l’esecutivo del sindacato, a cui parteciperanno tutte le sigle, per fare il punto su quanto è successo e capirne le cause.

Intanto l’Ordine dei medici e degli odontoiatri e il collegio Ipasvi degli infermieri di Grosseto esprimono il loro cordoglio alla famiglia della signora deceduta e augurano ai colleghi Roberto Marconi e Riccardo Bolognini, auguri di pronta e completa guarigione. «In queste occasioni – spiegano Roberto Madonna e Nicola Draoli – si è portati a riflettere sul valore dei professionisti che mettono a rischio la propria incolumità pur di assicurare agli infermi la migliore assistenza possibile». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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