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Fari affittati a 1 euro per 50 anni Decine di proposte in arrivo

di Elisabetta Giorgi
Fari affittati a 1 euro per 50 anni Decine di proposte in arrivo

GROSSETO. Hotel di charme a 5 stelle con vista da capogiro, basi per subacquei o punti di approdo per velisti e amanti del kayak? Per tre fari maremmani - le vecchie e suggestive lanterne dismesse...

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GROSSETO. Hotel di charme a 5 stelle con vista da capogiro, basi per subacquei o punti di approdo per velisti e amanti del kayak? Per tre fari maremmani - le vecchie e suggestive lanterne dismesse che scrutano austere l’orizzonte marino - sta per affacciarsi una nuova chance di sopravvivenza grazie al bando di concessione dell’Agenzia del Demanio che vedrà la luce tra poche settimane. E in attesa della gara, in Maremma già serpeggiano le prime proposte informali di associazioni o privati (per Grosseto sono alcune decine) interessati a un affitto lungo mezzo secolo.

L’Agenzia del Demanio ha avviato da mesi il Progetto Fari, grosso piano di valorizzazione che prevede la concessione fino a 50 anni - al costo simbolico di 1 euro - di 11 fari a operatori (associazioni e privati) che possano sviluppare un progetto turistico serio.

Sull’estremità settentrionale gigliese vi rientra il Faro Punta del Fenaio, testimone di leggende che colorano questo solitario luogo affacciato sul mare. Sull’estremità sud, a Punta Capel Rosso, ecco l’altro faro interessato: ha un edificio rosso mattone che svetta dopo un percorso lastricato e scalini intagliati nella roccia,confusi con gli spettacolari colori della macchia. Alle isole Formiche, ricchissimo di fascino, spunta infine il terzo faro che sarà dato in affitto, risalente ai primi del ’900 e che a lungo ha illuminato i tre deliziosi isolotti distanti circa 20 chilometri dalla costa. Tre fari che solleticano l’immaginario collettivo stuzzicando suggestioni oniriche e invitando le menti più solitarie, curiose o romantiche a vacanze fuori dagli schemi. Ma a che punto siamo con l’iter?

Per quanto riguarda le Formiche il Comune di Grosseto si muove da mesi nel solco del grosso piano demaniale e vari privati (per lo più del mondo sportivo) sono in fermento. Dopo un incontro a giugno scorso a Roma tra il vicesindaco Paolo Borghi e i ministri Roberta Pinotti (Difesa) e Dario Franceschini (turismo e cultura), «questo mese - dice Borghi - abbiamo incontrato la Regione e a breve convocheremo a Grosseto una conferenza dei servizi che coinvolgerà la Difesa servizi spa, società che ha in gestione i beni del ministero della Difesa». Il Bando dell’Agenzia del Demanio è previsto a settembre, dunque manca poco. «Non appena la conferenza dei servizi avrà definito precisamente i limiti entro cui muoversi - continua Borghi - faremo un battage pubblicitario per far conoscere a tutti l’iniziativa. Chiunque ha interesse potrà presentare un progetto di valorizzazione che potrà essere immobiliare o, come crediamo noi, prevalentemente sportivo, dalla subacquea alla vela o alla pesca». In queste settimane diverse associazioni si stanno mostrando interessate. «Sono già arrivate - dice Borghi - alcune decine di proposte del tutto informali da parte di persone che hanno idee riguardanti la vela piuttosto che il kite, la canoa o la subacquea». E in effetti tra loro c’è chi conferma l’interessamento e spiega la sua idea di sviluppo. Come sfruttare la Formica grande? «Dal nostro punto di vista - spiega Stefano Mazzi di Acquasport - la vela è decisamente infattibile per motivi logistici e di distanza dalla terraferma». In linea generale cosa puoi farci? «O ci si realizza un resort esclusivo a 5 stelle, ma c’è il rischio di andare contro l’ambiente, o meglio ancora crediamo che si possa valorizzare la bellezza incontaminata del fondale con la subacquea, preservando il mare da una pesca troppo invasiva».

Riguardo al Giglio, Giampiero Sammuri, presidente del parco nazionale dell’Arcipelago toscano, spiega che dei due fari in lista a ce n’è uno che rientra nei confini del parco. Ed è quello del Capel rosso. «Qui c’è un buon immobile ma su cui il piano del parco esclude qualsiasi attività ricettiva se non uso foresteria». Se per questo faro non sappiamo quale sarà il suo futuro, possiamo di sicuro escludere ciò che non sarà fatto: nessun hotel di charme è all’orizzonte.

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