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Agli arresti domiciliari per il furto della collana

Pierluigi Sposato
Agli arresti domiciliari per il furto della collana

Riconosciuto dalla vittima è indagato anche per ricettazione di uno scooter e guida senza patente

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MARINA DI GROSSETO. La catenina d'oro, quella che portava al collo da trenta anni, la sera del 10 luglio scorso gli sarebbe stata strappata mentre camminava per Marina di Grosseto da un 54enne, un grossetano già conosciuto alle forze dell'ordine e agli uffici giudiziaria, sospettato adesso di furto (in concorso con lo sconosciuto che era con lui sullo scooter della fuga) ma anche di ricettazione e di guida senza patente.

Mercoledì sera Marco Biagiotti è stato messo agli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico, ed è comparso per l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice delle indagini preliminari Valeria Montesarchio che aveva firmato l'ordinanza. Accompagnato in Tribunale dall'avvocato Alessandro D'Amato, Biagiotti ha preferito non rispondere delle accuse che la Procura ha mosso al termine delle indagini svolte da carabinieri e polizia di stato. Era stato lo stesso derubato, Gianfranco Vannucchi, 77 anni, a raccontare alla nostra redazione quanto gli era accaduto poco dopo le 22 del 10 luglio, in via Bramante. Un uomo gli si era avvicinato mentre stava spingendo il passeggino con la nipote di 14 mesi e gli aveva rubato, strappandola dal collo, la catenina in oro giallo lunga 60 centimetri con il ciondolo in oro raffigurante il volto di Cristo. Un oggetto del valore di 700 euro ma impagabile per i ricordi legati. Vannucchi aveva dato l'allarme segnalando che erano state due persone e che il rapinatore era salito sul ciclomotore di colore nero su cui era in attesa il complice. E di fronte all'album delle foto mostratogli dalla polizia aveva riconosciuto subito Biagiotti.

E la squadra mobile aveva trovato anche la refurtiva: in un banco metalli aveva trovato la collana in oro, rotta nel gancio e con 4 maglie sganciate; in un altro aveva trovato un ciondolo con il volto di Cristo. Vannucchi, che aveva già dato agli investigatori le foto, aveva poi riconosciuto catena e ciondolo. Entrambi gli oggetti, messi sotto sequestro, erano stati venduti l'11 luglio: la collana da Biagiotti (riconosciuto dalla commessa, che lo aveva registrato come cliente già in precedenza), l’altro da un'altra persona.

Perché le altre accuse? In questo caso hanno agito i carabinieri di Marina di Grosseto. Il 22 luglio i militari avevano fermato Biagiotti su uno scooter - di colore scuro come scuro era quello della rapina - non appartenente a lui, sul quale c'era una targa rubata (la denuncia di furto è del 4 giugno). «L'ho trovato in via Einaudi davanti alla fermata del bus e l'ho preso», aveva detto ai carabinieri, specificando che lo aveva preso un paio di settimane prima. Gli uomini della stazione di Marina di Grosseto avevano anche accertato che cinque anni prima a Biagiotti era stata revocata la patente di guida.

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