Il Tirreno

Grosseto

Pappagone, petizione tra 200 ambulanti

di Elisabetta Giorgi

La promuove la Cisl contro lo spostamento del gazebo in area mercato. Oggi si tenta una mediazione

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GROSSETO. Parte in settimana una raccolta firme tra i 200 ambulanti del mercato per dire no alla collocazione della pedana di Pappagone in piazza Esperanto, in un punto attualmente occupato da tre banchi. A promuoverla è la Cisl.

Valerio Aloigi, segretario generale della Felsa Cisl di Grosseto (federazione ambulanti, un centinaio di iscritti nell’intera provincia) interviene sul caso dopo che Riccardo Lottini, legale della famiglia Adami (i titolari di Pappagone), giorni fa aveva sostenuto la possibilità di spostare la pedana nella zona del mercato in virtù di un presunto interesse pubblico (condizione contemplata dalla normativa regionale sul commercio). «L’avvocato Lottini - dice ora Aloigi - esercita il proprio ruolo al meglio ma si sta arrampicando sugli specchi cercando di dimostrare un interesse pubblico che a nostro avviso non c’è. La sua posizione è anche contraddittoria: lui spiega che la pedana valorizzerebbe il monumento delle mura ma allora non si capisce perché la Soprintendenza l’avrebbe fatto spostare perché impattante con le mura. Se l’ha spostato vuol dire che non le valorizza, anzi». Altra contestazione mossa all’azienda Pappagone è che «l’eventuale spostamento della pedana non intaccherebbe solo i 3 posteggi del giovedì visto che in quell'area insistono anche altre situazioni mercatali (il mercato giornaliero, quello di natale, il Grosseto shopping). Il gazebo andrebbe così a toccare gli interessi non solo di quegli operatori ma anche di moltissimi altri». Per questo è diventata una questione sindacale che - non ultimo - aprirebbe un varco. «Spostare la pedana nell’area del mercato creerebbe un precedente pericolosissimo. Il mercato è da sempre un fulcro di movimenti e scambi commerciali preziosi e attorno a esso gravitano tantissime attività: se qualche altro esercizio, qualche pizzeria o gelateria volesse fare altrettanto e collocare un gazebo per “qualificare” il centro e le mura, che cosa sfacciamo? Spostiamo un altro pezzo di mercato? O tanti altri? Non finiremmo più».

Per questo - conclude la Felsa - «noi abbiamo deciso che come sindacato non lasceremo soli i nostri ambulanti, anzi: siamo disposti ad appoggiare qualsiasi loro iniziativa, in primis raccogliendo firme tra i 200 operatori del mercato a partire da giovedì 20 agosto. E poi sostenendo anche economicamente eventuali iniziative legali» (di fronte al Tar). «Noi non siamo contro la famiglia Adami, ma se gazebo dev’esserci, che sia fuori dalle aree mercatali».

Oggi un incontro. Intanto per le 15,30 di oggi è stato indetto dall’assessore al commercio e alle attività produttive Emanuel Cerciello un incontro - proposto dall’avvocato Lottini - per trovare una mediazione. Nella saletta rossa del Comune saranno presenti, oltre a Cerciello, l’assessore al bilancio e vicesindaco Paolo Borghi, i tecnici degli uffici, il legale dell'azienda Riccardo Lottini, l’architetto Angela Romboni e Mario Filabozzi (Confesercenti).

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