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Banca condannata a restituire somme addebitate sul conto
GROSSETO. Il giudice di pace ha confermato il diritto di un associato Federconsumatori a vedersi restituire dal proprio istituto di credito, la Unipol Banca SpA, somme illegittimamente addebitate in...
GROSSETO. Il giudice di pace ha confermato il diritto di un associato Federconsumatori a vedersi restituire dal proprio istituto di credito, la Unipol Banca SpA, somme illegittimamente addebitate in conto corrente a titolo di commissione di servizio di affidamento (la cosiddetta Csa).
Ne dà notizia la Federconsumatori di Grosseto, che con l'avvocato. Emanuela Raponi aveva cominciato ad occuparsi sin dal 2009 della vicenda. Dopo l'entrata in vigore della legge n. 2, che aveva eliminato la commissione di massimo scoperto per le ipotesi di utilizzi inferiori ai 30 giorni continuativi di tempo o in assenza di sconfinamento di fido, «la banca aveva introdotto una nuova commissione, denominata Csa, in luogo della precedente, facendo per così dire rientrare dalla finestra ciò che per legge era uscito dalla porta - argomenta Federconsumatori - Tutto ciò, peraltro, pretendendo di modificare il rapporto contrattuale a mezzo di una semplice comunicazione di modifica unilaterale delle condizioni inviata per posta ordinaria (tra l'altro mai pervenuta all'interessato), anziché attraverso la sottoscrizione di un nuovo contratto di conto corrente. A distanza di sei anni, trascorsi in ragione della ingiustificata resistenza della banca, che non ha voluto riconoscere in sede non contenziosa le legittime ragioni del cliente, una sentenza del giudice di pace ha accolto le ragioni affermate dai legali della Federconsumatori, dichiarando la nullità della nuova clausola». La banca deve restituire l'indebito oltre a tutte le spese di lite.
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