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Lavori all’argine remoto, serve la variante

Lavori all’argine remoto, serve la variante

Insorgono le associazioni degli alluvionati: «Lì resta un buco, se piove rischiamo di nuovo»

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ORBETELLO. «Non si doveva arrivare a questo punto». Il punto in questione è l'approvazione della variante urbanistica per la realizzazione dell'argine remoto nel territorio del comune di Orbetello. A sostenere che «a questo punto non si doveva arrivare» sono i comitati degli alluvionati, Vita, Il Ponte, il Presidio di Marsiliana.

«Il progetto dell'argine era conosciuto da tempo – dicono – e il Comune di Orbetello ha sempre sostenuto che non ci fosse il bisogno di una variante, poi la sorpresa: la variante va fatta. Ora andrà in consiglio due mesi dopo aver constatato che era necessaria». In realtà le opere idrauliche - come sempre sostenuto dal sindaco di Orbetello, Monica Paffetti - sono previste nel regolamento urbanistico, ragione per cui, il Comune ha sempre dichiarato che non fosse necessaria una variante.

Le cose però sono andate diversamente. Uno dei tre espropriandi del Comune di Orbetello non ha accettato l'esproprio bonario. Ha chiesto più soldi e la variante è diventata necessaria. «Non si poteva prendere prima in considerazione questa ipotesi? Bisognava aspettare di ricevere una lettera di chi si oppone all'esproprio per agire? Noi riteniamo di si. Non sarebbe poi stato meglio portare la variante in consiglio separatamente dalla vicenda laguna che rischia di monopolizzare la discussione lasciando poco spazio alla variante?».

La rabbia e la preoccupazione dei comitati nasce dal fatto che la questione della variante di Orbetello ha fatto iniziare i lavori dell'argine remoto nel comune di Manciano (che la variante l'ha già fatta), lavori che fra le altre cose stanno procedendo in maniera spedita. «Dopo l'approvazione della variante dovranno passare 60 giorni perchè questa possa essere approvata, nel frattempo i lavori proseguiranno e nel territorio di Orbetello avremo un buco – sostengono i comitati – una finestra che rappresenta una situazione di pericolo per chi abita nelle zone da lì verso valle». Una circostanza, quella della variante, che i comitati pensano sia stata presa sottogamba dal Comune di Orbetello. «Il Comune - sostengono - ha la grave responsabilità di aver fatto passare troppo tempo da quando la necessità della variante si è manifestata a domani quando se ne discuterà in consiglio».

Insomma a Vita, il Presidio e Il Ponte non va giù che dopo due alluvioni, dopo la certezza di non essere ancora al sicuro e di dover affrontare un inverno di ansia, debbano avere sulla testa una ulteriore spada di Damocle, «una finestra aperta che ci mette ancora più a rischio di prima».

Ivana Agostini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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