Il presidio
Palazzo della Prefettura stop al contratto d’affitto
La Provincia mette in vendita l’immobile: il Ministero degli interni, che oggi paga un canone di 175.000 euro l’anno, si è fatto avanti per l’acquisto
GROSSETO. Fine di un'epoca. Ad aprile 2016 la Prefettura se ne va da piazza Rosselli. La Provincia di Grosseto ha dato formale disdetta del contratto d'affitto al Ministero dell'interno, che coi propri uffici prefettizi occupa da moltissimi anni l'immobile affacciato di fronte alla Vasca. «Non chiamatelo sfratto» precisa il presidente della Provincia Emilio Bonifazi. Il mancato rinnovo del contratto da parte di palazzo Aldobrandeschi, comunicato con largo anticipo ovvero un anno prima, si inserisce nel vasto quadro di valorizzazione delle unità immobiliari messe in atto dall'ente provinciale, che cerca da tempo di vendere il bene per ricavare denari e salvarsi dal dissesto finanziario conseguente ai tagli inferti proprio dallo Stato. Per vendere il bene, il palazzo ha bisogno di essere libero. Libero dagli affitti.
Ammonta a 175mila euro il canone di locazione corrisposto ogni anno dallo Stato alla Provincia, che per inciso ha ancora da incassare due annualità, quella del 2013 (175mila euro) e quella del 2014 ("scontata" a 150mila euro) per un totale di 325mila euro. Intanto proprio il Ministero in questo periodo si è fatto avanti con la Provincia per restare nel medesimo palazzo, ma ad altre condizioni, ovvero non più affittando bensì acquistando il bene. Un obiettivo che alla Provincia sta particolarmente a cuore. Stato e Provincia stanno trattando la compravendita del bene e «noi - spiega il sindaco e presidente della Provincia Emilio Bonifazi - se va in porto ne saremmo lieti».
La fine del contratto di locazione con successiva eventuale vendita allo Stato, spiega Bonifazi, si inquadra peraltro in un piano nazionale di valorizzazione, dismissione e gestione dell'ingente patrimonio pubblico. Anche in altre parti d'Italia - inserita in un provvedimento legislativo - c'è un piano d'acquisto palazzi delle Province da parte dello Stato. «In molte città le Prefetture sono in affitto in edifici delle Province, e dato che gli enti locali sono state tolte parecchie risorse dallo Stato, le risorse potrebbero tornare a noi se lo Stato comprasse questi immobili. Così facendo quest'ultimo risparmierebbe circa 175 mila euro all'anno d'affitto a noi e il bene diventerebbe di sua proprietà" (per acquistarlo servono circa 4 milioni di euro)». Il finanziatore, l'ente di credito su cui lo Stato più si appoggia per queste maxi operazioni, è la Cassa Depositi e prestiti, società per azioni finanziaria partecipata per l'80% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e per il resto da diverse fondazioni bancarie.
Di recente anche l'Invimit (società di gestione del risparmio sempre del Mef) ha istituito un fondo: una manovra che prevede lo stanziamento di 700milioni di euro per dare ossigeno alle Province italiane con l'acquisto da parte della società degli immobili provinciali. Il fondo prevede che siano acquisiti solo beni con funzioni governative, nello specifico del ministero dell'Interno. Gli immobili conferiti devono essere prefetture, questure, caserme dei vigili del fuoco e comandi provinciali delle forze dell'ordine che sono oggi in gran parte delle Province.
Quale che sia il canale di finanziamento e se sarà o meno messo in pratica dallo Stato, al momento non si sa. Certo è che dall'anno prossimo per il palazzo del Governo inizia una nuova era. «Che non sarà certo uno sfratto - chiosa Bonifazi - ma un modo per liberare gli spazi e liberare risorse. In qualche modo gli enti locali devono difendere i propri interessi».
D'altro canto lo Stato si scaricherebbe di un passivo di non poco conto. «Un'operazione analoga la stiamo facendo come Comune e Provincia, che - spiega Bonifazi - operano attualmente in uffici tutti di proprietà. Così abbiamo potuto abbattere gli affitti».
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