Il Tirreno

Grosseto

Pappagone, pedana al palo per la burocrazia lumaca

di Elisabetta Giorgi
Pappagone, pedana al palo per la burocrazia lumaca

Lo storico locale attende il via libera per installare un nuovo gazebo in piazza ma infiniti passaggi procedurali (e il mercato del giovedì) rallentano l’iter

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GROSSETO. Lungaggini, carte e autorizzazioni che non arrivano. La storica pizzeria Pappagone sconta i ritardi della burocrazia-lumaca. Il locale che sorge nel cuore del centro di Grosseto, sotto le mura, è aperto ma lavora solo “al chiuso”. Smantellata mesi fa la pedana esterna per questioni di impatto estetico con le mura, ancora attende l’ok per installarne un’altra nei paraggi e proseguire il lavoro salvando la stagione.

L’antefatto. È marzo quando la pedana (in piedi da decenni) viene bocciata dalla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici, che le dà parere negativo sostenendo l’incompatibilità con le mura per colori, dimensioni e tipologia, oltreché per prospettiva, luce e decoro «compromessi». La soluzione prospettata? Installarne un’altra oltre la strada. All’apparenza facile. È il Comune a indicare la strada e a spendersi. Parte la richiesta di nuove autorizzazioni nella speranza di ottenerle in fretta e salvare la stagione, ma la burocrazia frena i tempi. Non ultimo ci si mette il mercato.

Meandri burocratici. L’8 luglio c’è la conferenza di servizi in cui gli enti esprimono parere favorevole alla collocazione del gazebo nella piazza oltre i colonnini. L’unica a esprimere una riserva è la funzionaria dell’Ufficio attività produttive che si limita però a specificare che ai sensi dell’articolo 40 della legge regionale toscana del 7 febbraio 2005, numero 28, è necessario - per spostare i banchi del mercato interessati dai lavori - che si ravvisino «motivi di interesse, ordine o igiene pubblici». La legge è chiara, serve una giustificazione pubblica. Il 22 luglio l’Ufficio patrimonio scrive all’Ufficio Attività produttive per comunicare che, in virtù di quanto deciso l’8 luglio, l’interesse pubblico è ravvisabile. Ma il 30 luglio il responsabile Ufficio attività produttive scrive una lettera in cui chiede di «specificare meglio l’interesse pubblico» che deve portare alla modifica dell’assetto dei mercati... La specifica arriva il 4 agosto con nuova lettera di un funzionario all’altro. Nel frattempo, sempre per spostare questi 3 banchi, è necessario confrontarsi con le associazioni di categoria. Per martedì prossimo è fissato un incontro. E nel pomeriggio è anche fissata la giunta che deve deliberare il nuovo assetto del mercato, sempre su delibera proposta dall’ufficio Attività produttive. Quindi mercoledì mattina (se tutto va bene) Pappagone deve chiedere l’autorizzazione all’Ufficio Tosap, dopodiché si può procedere alla sospirata installazione. La ditta, però, la settimana di ferragosto va in ferie e riapre a settembre; i tempi stringono.

«No comment». Contattata, la famiglia Adami non commenta anche se la rabbia che traspare è tanta. Solo Daniele, il figlio dei titolari, mormora che «il nuovo gazebo è pronto e ci abbiamo investito tanto, ma non si può montare per problemi burocratici. E comunque martedì è già tardi».

L’avvocato Riccardo Lottini, legale della famiglia, comprende «che i passaggi procedurali per ottenere l’autorizzazione all’installazione siano numerosi e complessi e coinvolgono molti interessi, ma sono fiducioso che si riesca a risolvere la questione prima di Ferragosto. Ne va della sopravvivenza dello storico locale, ma se lo merita anche la famiglia Adami che, fiduciosa delle rassicurazioni del Comune sui tempi e modi per risolvere il problema, ha deciso di non continuare a percorrere le vie legali, effettuando importanti investimenti. Il gazebo è già pronto. Si attende solo il via libera per l’installazione».

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