Il presidio
Ambulante "modello" si sfoga dopo la multa: "Ora chiederò l'elemosina"
Follonica: carrello fuori norma, maxi verbale all’ambulante che restituì un portafoglio con 1.500 euro. "I vigili mi hanno risposto di usare un cammello"
FOLLONICA. Lo sfogo: «Adessi andrò a chiedere l'elemosina sulla spiaggia: non mi fanno lavorare». Hassan Filahi è uno dei pochi venditori che si trovano sul litorale del Golfo, che ha tutti i permessi in regola per svolgere l'attività commerciale itinerante.
Chi è. Di nazionalità marocchina, è in Italia dal 1983: da quando è riuscito a scappare dalla sua terra dopo essere stato in prigione perché, racconta, aveva lottato contro il regime. Ha tre figli e una moglie con cui vive nel Comune di Riparbella, in provincia di Pisa. Da venti anni vende la sua merce sulle spiagge follonichesi, ha un carretto con i costumi e tutti lo conoscono.
Hassan multato. Durante un blitz congiunto delle forze dell'ordine sul litorale (zona Senzuno), anche per lui è scattata una sanzione: gli agenti della polizia municipale hanno staccato un verbale da 500 euro perché il mezzo con cui trasporta la merce è fuori norma.
Lo sfogo. «Sono anni che vendo con quel carrello e ora non mi permettono più di lavorare? Io ho tutti i permessi in regola – spiega Hassan Filahi – pago le tasse, anche perché se così non fosse, il Comune non mi rinnoverebbe l'autorizzazione per il commercio sulla spiaggia che ho da sempre. Io capisco che si facciano i controlli contro chi non è in regola o vende prodotti contraffatti, ma perché a me? Sono scappato da una dittatura, ho portato qua la mia famiglia, lavoro, tutti mi conoscono e sanno bene che sono una persona onesta».
La buona azione. Hassan due anni fa è stato protagonista di una storia all'insegna dell'altruismo: aveva trovato un borsello con circa mille e cinquecento euro dentro, lasciato su una panchina nelle vicinanze della stazione di Cecina. E cosa ha fatto? Ha consegnato il portafogli ai carabinieri che poi lo hanno restituito alla legittima proprietaria.
La beffa. Adesso il venditore è arrabbiato perché quella multa di 500 euro per la sua famiglia significa gettare via il lavoro delle ultime settimane: e poi se non potrà più usare il suo carrello, come potrà vendere i costumi ai bagnanti? «Mi hanno risposto di prendere un cammello – spiega Hassan – o di portare la merce in spalla: ma io ho molti costumi da vendere come faccio senza un supporto? Ho aspettato il comandante per ore davanti al municipio, ma non mi ha ricevuto. Per me questa sanzione significa mandare in fumo il lavoro di tutta l'estate e di non avere risorse per l'inverno: ora indosserò una maglietta con su scritto: 'Fatemi l'elemosina perché mi hanno fatto una multa e non mi fanno lavorare'. Farò così, davvero. Se non vendo in questi venti giorni la mia merce, per me sarà un grave danno».
Famiglia avvilita. È tanta la disperazione di Hassan e della figlia che lo aiuta nell’attività insieme alla moglie (a cui è intestata l'autorizzazione comunale per il commercio in spiaggia): ieri sono stati in Comune per parlarne con il sindaco Andrea Benini che li ha ricevuti e con il comandante della municipale che non sono riusciti ad incontrare. Sarà difficile che quella multa venga cestinata, perchè già registrata e fatta sulla base di un regolamento in vigore.
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