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Osti rifiuta la corte di Mirri «Non avrei potere decisionale»
GROSSETO. Garante dell'operazione salvataggio Grosseto è stato in questo mese intenso Stefano Osti, ex segretario generale di Siena e Bologna, che il sindaco Bonifazi ha utilizzato come consulente...
GROSSETO. Garante dell'operazione salvataggio Grosseto è stato in questo mese intenso Stefano Osti, ex segretario generale di Siena e Bologna, che il sindaco Bonifazi ha utilizzato come consulente esterno, prima di lasciargli il ruolo di amministratore unico dell'Ac Grosseto.
Il direttore dell'area tecnica dell'Fc, Rodolfo Mirri, ha invitato Osti ad entrare nella società, ricevendo però un cordiale no: «Lo ringrazio ma non entro. Non ho voglia di essere il grossetano di riferimento senza potere decisionale».
«Ringrazio tutti quanti ci sono stati vicini in questo mese – esordisce Osti – ma non ci dobbiamo dimenticare che il tutto è nato per una bizza di una persona che ha fatto sì che scomparissero 103 anni di storia di calcio. In un giorno sono stati spazzati via gli sforzi di persone che hanno messo a repentaglio il loro patrimonio per l'Unione sportiva, da Ferri, Bucalossi, Barbini, Faralli, Amarugi fino a Moretti, Santini e Baldi. Sono state cancellate imprese di giocatori che hanno fatto la storia come Barbana, Zecchini o Palazzoli e gli sforzi di allenatori come Vianello, Genta, Landoni, fino ad arrivare a Marco Cacitti. La comunità non dovrà mai dimenticare quello che è stato fatto».
Qualcuno ha definito poetico il progetto preparato con cura e passione da Osti, che passa ai saluti, prima di tornare a fare il pensionato e il consigliere del Circolo Pattinatori.
«È il momento di dire grazie – sottolinea – a chi ci ha aiutato a creare quello una cosa che non c'era, a cominciare dagli allenatori e dai giocatori che ci hanno aspettato fino all'arrivo dell'Fc Grosseto».
Osti ammette di essere rimasto un po’ deluso dalla sottoscrizione: sperava che invece di cento (compresa la giunta, il notaio Giorgetti e il commercialista Prisciandaro) «i sottoscrittori fossero 1000-1500. Ritenevo che ci fosse una maggiore partecipazione dopo l'appello del sindaco. Senza l'arrivo di un'alternativa concreta la comunità non sarebbe stata in grado di garantire la D. Un amministratore prudente con i soldi raccolti avrebbe scelto la Promozione, ma avrei azzardato volentieri l'Eccellenza, facendo leva su chi ha a cuore il Grosseto».
«Gli sportivi - aggiunge Osti - possono essere lieti della serie D e il danno creato da una bizza è limitatissimo, la città ha perso una sola categoria. I tifosi ora non hanno alibi: devono aiutare la nuova società; non deve esserci diffidenza, L'Fc Grosseto merita rispetto e per non far svanire il disegno di Pincione chi può deve aiutare questa società. La paura di veder svanire tutto deve far sì che arrivino migliaia di abbonamenti e lo Zecchini torni a riempirsi». Il consulente del sindaco si toglie anche qualche sassolino: «Le società provinciali devono fare sinergia con le nuova società e sottolineo con rammarico che ci sono state molte che non hanno collaborato, pensando solo al loro orticello. Occorre avere ben chiaro che il settore giovanile è il futuro.
Dopo la rinuncia alla Lega Pro i genitori hanno fatto le corse per portare i ragazzi in giro per il mondo e la vecchia dirigenza ha dato prima la lista degli atleti al Siena che a me». (m.c.)
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