Il presidio
Lottizzazione a Elmo, il fatto non sussiste
SORANO. Per la realizzazione di un’opera di contenimento in massi sciolti assoluzione per la speciale tenuità del fatto; per tutti gli altri sei capi di imputazione assoluzione perché il fatto non...
SORANO. Per la realizzazione di un’opera di contenimento in massi sciolti assoluzione per la speciale tenuità del fatto; per tutti gli altri sei capi di imputazione assoluzione perché il fatto non sussiste. Il giudice Andrea Stramenga è entrato nel merito della lottizzazione Elmo, per la quale erano finiti sotto processo in quattro: Giorgia Della Martera, di Roma, proprietaria e committente delle opere; Ugo Lotti, di Sorano, direttore dei lavori e progettista; Luigino Balzi e Mario Brizi, entrambi costruttori di Valentano. Il giudice si è pronunciato anche sul secondo campo di imputazione nonostante che fosse intervenuta la prescrizione (invocata in subordine dai difensori Oneto, Nucciarelli e Centogambe).
Ai quattro il sostituto procuratore Stefano Pizza aveva contestato una serie di violazioni edilizie (per i muri di contenimento) e sismiche (per presunte difformità formali e sostanziali) in una lottizzazione in corso di completamento in Elmo. La contestazione aveva comportato sin dal 2009 (gli accertamenti erano del giugno) il blocco dei lavori sul complesso immobiliare; i creditori avevano poi “aggredito” il cantiere per vedere soddisfatte le proprie spettanze.
Il Comune di Sorano, inoltre, aveva evidenziato nella sua costituzione di parte civile come i lavori sarebbero stati causa determinante del dissesto idrogeologico della collina sotto il monte Elmo e chiesto oltre € 100.000 di danni in sede penale, con l'annullamento dei permessi e l'invalidità dei titoli edilizi. La difesa, invece, aveva sempre ritenuto il dissesto preesistente agli interventi e persino nascosto alla proprietà Eco Casa srl.
Sono sfilati nel corso delle udienze periti e testimoni di accusa e difesa: funzionari del genio civile, dirigenti e tecnici del comune di Sorano, agenti di polizia municipale e corpo forestale, ingegneri civili, operai, impresari. La Procura aveva chiesto la condanna per tutti, il giudice aveva disposto un rinvio per le repliche per meglio valutare le argomentazioni tecnico-normative sollevate. (p.s.)
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